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Il paese deve il suo nome ad un priorato di
Benedettini fondato nel 1027, del quale
esiste ancora il fabbricato, decaduto a casa
colonica. A questi primi religiosi succedettero poi
gli Olivetani della collaterale famiglia monastica.
Il convento, cinto di mura fino alla metà del
’700, fu a suo tempo feudo dei marchesi Del
Carretto, signori di Bossolasco; della cerchia non
sussiste oggi che una porta, del tutto
simile alla superstite di Monbarcaro, a quella di
Niella Belbo e quella meno nota di Murazzano.
L’attuale chiesa parrocchiale, dedicata alla
Madonna della Neve, è ricca d’una antica
pila dell’acquasanta, elencata tra i monumenti
artistici, di provenienza del monastero.
Il terreno è discretamente fertile, condotto a
seminativi, prato, pascolo, castagneto e noccioleto,
in sostituzione alla poco redditizia (in questa
zona) viticoltura.
La popolazione è scarsa ed ha risentito molto del
problema dello spopolamento. Al fenomeno ha
sicuramente contribuito il totale incendio del
paese, attuato per rappresaglia dall’invasore
tedesco, il 18 dicembre 1944, dopo che una bomba
ebbe distrutto il mezzo cingolato di un colonnello
nazista.
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