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Sale
delle Langhe (alt. m. 476) è un paese certamente antico,
infatti vi è stata rinvenuta una lapide romana, nel Medio
Evo fu centro di raccolta dei tributi dovuti dalle
popolazioni della zona al sovrano ed ai suoi
feudatari. Le prime notizie certe si riferiscono al
dominio dei marchesi di Monferrato, trasferito poi a
quelli di Ceva. Eretto in comune intorno al 1300
ottenne gli statuti dal marchese Guglielmo V, figlio
di Giorgio il Nano, il più illustre di quella
stirpe. Questo luogo è legato al fosco ricordo
delle gesta di un don Rodrigo delle Langhe, Febo
marchese di Ceva, del ramo di Priero, Sale e
Castellino, che, sullo scorcio del sec. XVII, si
circondò di bravacci, facendosi appaltatore di
delitti. Per impadronirsi del suo patrimonio mandò
sicari ad assalire il cugino Giovanni Vincenzo, ma
nell'agguato cadde invece ucciso un altro cugino di
un ramo cadetto, Giovanni Andrea, la cui famiglia si affrettò a spogliare di tutti i beni. Non
aveva però rinunciato a togliere di mezzo il ricco
parente e ritentò l'assassinio, avendo per complice
suo fratello Gilardino. Il piano fallì una seconda
volta, ma intanto la pur lenta giustizia di quei
tempi si era mossa e tutta la masnada dei bravi fini
impiccata a Ceva davanti alla torre del Broglio. I
due fratelli banditi, a cui la qualità di nobili
accordava il privilegio della decapitazione, si
sottrassero al supplizio dandosi volontariamente la
morte: Gilardino, che era cavaliere di Malta, con
una pugnalata e Febo impiccandosi sulla Costa
Palarea, presso le sorgenti del Belbo, da allora
lugubremente nota, con appendice di paurose leggende
di “masche”. Sale è abbastanza
frequentato come villeggiatura estiva. Il villaggio
di Arbi alt. m. 724, frazione di Sale Langhe é
preceduto dalla piccola chiesa parrocchiale di
San Giacomo, in bella posizione. Un
grosso edificio con due torri, di aspetto
medievale, che si affaccia sulla strada, non deve
trarre in inganno sulle sue origini che sono invero
piuttosto recenti. Lo fece erigere, nella seconda
metà dell'Ottocento, un ricco possidente del luogo,
appassionato lettore dei romanzi di Walter Scott,
che volle dargli la forma di castello scozzese,
progetto rimasto incompiuto essendo stata realizzata
soltanto la facciata. Poco oltre, a destra, si
distacca una carrozzabile per Camerana e Monesiglio
di Km. 7,1, descritta nell'itinerario della valle
Bormida di Millesimo. |
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