|
Roddi
(altit. m. 284) sorge in cima ad un colle su cui è
piantato un alto e massiccio castello con due
torri (del secolo XI la maggiore,
cinquecentesca la "nuova" o piccola). Ricchissimi
di storia sono paese e castello, in posizione
dominante
sulla Valle del Tanaro e ricordati da documenti
anteriori al Mille, ma le origini sono anche più
antiche, dell'epoca romana; ritrovamenti
archeologici di sepolcreti e di monete coniate sotto
Traiano ne fanno fede.
Appartennero ai monaci di San Benedetto che vi
ebbero un'abbazia dedicata a Santo Stefano, dotata
di molte terre, ma ora totalmente scomparsa. Tra i
successivi feudatari si ricordano i nobili albesi
Bossavino, i Falletti di Barolo, i Pico della
Mirandola, gli Andreasi di Ripalta, i vercellesi
Tizzoni di Desana ed infine i marchesi Della Chiesa
di Cinzano. Da questi acquistò castello e poderi,
nel 1836, re Carlo Alberto quando ingrandì oltre il
Tanaro la vicina tenuta di Pollenzo, ma il vecchio e
poco confortevole maniero non fu mai residenza reale
e Vittorio Emanuele II si affrettò a disfarsene,
nel 1858, in una di quelle periodiche vendite di
beni a cui era costretto dall'eccessiva
prodigalità.
L'edificio è ora di proprietà comunale e
visitabile, ma gli interni non offrono particolari
motivi di attenzione.
Roddi è patria di Sebastiano Sineo (ricordato da
una lapide sulla casa natale), un avvocato che
durante la prima guerra di Successione (1703-06),
abbandonate le pandette, si improvvisò condottiero
divenendo comandante di tutte le milizie delle
Langhe: nel 1705 respinse un attacco francese
ad Alba; l'anno dopo liberò il marchese di Parella,
ferito e prigioniero a Ceva, partecipò alla
vittoriosa battaglia di Torino ed andò a
riconquistare Asti e Castel d'Annone; quindi tornò
tranquillo a difendere le sue cause.
Suo discendente fu Riccardo Sineo (1805-1876)
nipote di quel Francesco Antonio,
giacobino, che abbiamo visto tra i primi ad Alba portare
la coccarda ed il berretto frigio, partecipante,
sedicenne appena, al moto piemontese del
1821, ministro dell'interno con Gioberti nel 48 e
guardasigilli con Rattazzi, per trent'anni esponente
della sinistra in Parlamento, rigido ed adamantino
carattere democratico. Soltanto con Cavour, suo
avversario anche nelle elezioni, non s'intese mai,
fu inflessibile oppositore e gli votò contro in
ogni occasione: una coerenza a cui non erano forse
estranei motivi di campanile.
Roddi è ricco di buoni vini e di nocciole, prodotti
nella parte collinare, mentre nella piana alleva
eccellenti vitelli della sottorazza albese detta
“della coscia”. È pure sede della più antica
"università dei cani da tartufi" fondata
da Battista Marchiero detto “Baròt “ il cui
insegnamento è ora proseguito dai figli. La fama di
questo singolare ateneo, che laurea soggetti
perfettamente addestrati alla cerca, ha varcato
addirittura l'oceano, ed un terrier di nome Paddy vi
è giunto dal Canada per imparare l'arte e metterla
a profitto nella regione dell'Ontario, ricca di
giacimenti del prezioso tubero.
|
|
|
|
|
Panorama
|
|

|
|
|

|
|
Il castello
|
|

|
|
|

|
|
La torre
|
|

|
|
|

|
|
La chiesa
|
|

|
|