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Rocchetta
Belbo (altitudine m. 273), anticamente era posto su una roccia “Rupercula ad
Belbum”, a destra del torrente; franato nel
1859 in seguito à lunghe piogge, fu ricostruito, in
parte, sulla riva sinistra. Nell'ultimo dopoguerra
ottenne l'autonomia comunale, perduta nel 1929. Il
paese è diviso in due borghi, sulle
opposte sponde del Belbo. La grande alluvione del
1948 provocò gravissimi danni alle colture,
distruggendo anche i ponti sul torrente. In passato
fu feudo dei marchesi
di Busca, poi dei duchi di Mantova e
passò
ai Savoia nel 1703 con la pace di Munster.
L'agricoltura costituisce la maggior risorsa del
paese, e oltre alla vite si coltivano le piante da
frutta dopo l'abbattimento dei gelsi, un tempo
fittissimi; abbondante il Dolcetto (10 mila brente)
ma scarso il moscato. Si producono ottime robiole,
di buon profumo che ricorda la freschezza degli alti
pascoli collinari, così come è in fase di sviluppo
il turismo enogastronomico. Pure i cacciatori e i
pescatori trovano qui un buon campo per soddisfare
la loro passione. La
chiesa parrocchiale
è dedicata a San Nicolao ed
ha buoni affreschi
del pittore albese Finati.
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