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Paroldo
(altit. m. 640), è adagiato su un pendio nella valle
del torrente Bovina. E' comune assai antico,
ricordato in un diploma di Ottone I con il nome di Peludinia
ed ebbe statuti propri in lingua latina.
Assorbito, nel 1250, dal marchesato di Ceva, passò,
un secolo dopo, a quello di Saluzzo. Tra. i suoi
feudatari si ricordano i San Giorgio di
Castell’Argento ed i Coardi, marchesi di Bagnasco
e di Carpeneto, che furono gli ultimi. Del loro
antico castello esisteva ancora cent'anni fa una
maestosa torre quadrata in pietre da taglio, che fu
abbattuta vandalicamente per trarne materiale da
costruzione. Unica traccia del passato, oltre a
pochi ruderi, è una lapide romana
murata nella casa canonica. Una strada di 9 Km,
seguendo il corso del torrente, raggiunge Ceva a cui
Paroldo fu unito durante il ventennio fascista,
riottenendo, nel 1947, l'autonomia.
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Ruderi del castello
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