Torna alla homepage English Italiano Deutsche
Acquista online vino, grappa, tartufo e tutti gli altri prodotti tipici delle Langhe

 Turismo in Langa > I Comuni di Langa > Novello

Clicca per ingrandire

I Comuni delle Langhe

Clicca per ingrandire

Novello

Dove Comprare nel Comune  Dove Mangiare nel Comune  Dove Dormire nel Comune  Le Manifestazioni del Comune

Il paese occhieggia dall'alto sull'ondulata distesa delle Langhe e sulla pianura lontana, oltre il Tanaro, col suo castello, vagamente moresco nella folla delle torrette e dei pinnacoli.
Così affacciato al suo naturale belvedere sul poggio che cambia aspetto da ogni lato, ora mostrando un piano di piramide ora di prisma il borgo appare sempre presente all'orizzonte da ogni versante dei colli vicini e lontani, tanto da trarre in inganno il passeggero che attraversava la Langa vedendo di fronte a sé le case e le vigne di Novello ed avendo domandato dei luoghi dopo un buon tratto di cammino si sentì rispondere essere presso le Rocche di Novello e, più tardi, proseguendo per la sua strada seppe esser giunto al Piano di Novello, posto in alto verso mezzogiorno, al che il passeggero proruppe fuor di sé dalla rabbia e dubitando si prendessero gioco di lui: "soma sempre 'n mira a Novel!" Volendo vederci chiaro salì sul colle e giunto in cima si ricredette del suo errore, intanto la frase era passata alla storia in proverbio e la si ricorda scherzosamente.
In questa zona si produce del Dolcetto di ottima qualità, e del Barolo che nulla invidia ai più reputati delle altre sette terre sorelle: le vigne migliori si trovano nelle regioni Bergera e Panirole.
Per tornare al castello è appena il caso di dire che si tratta di una ricostruzione del secolo scorso, sulle rovine di quello dei marchesi Del Carretto di Novello in cui, la notte del 22 maggio 1340, il marchese Manfredo fu trucidato dal figlio naturale Malefatto e dai nipoti, che vollero risolvere così a proprio favore la successione dei diritti feudali. La sposa dell'ucciso, Alasia di Savoia-Acacja, sfuggita all'eccidio riparandosi nella piccola rocca del piano contrastò i disegni degli assassini dando in sposa l'unica figlia ad un Falletti, dietro promessa che avrebbe ripreso il castello usurpato ed esercitato spietata vendetta. Il genero se non riuscì ad adempiere la prima parte dell'impegno tenne ampiamente fede alla seconda.
A parte le rappresaglie sui diretti responsabili, il sangue versato continuò a perseguitare per secoli i discendenti degli omicidi come una maledizione. In meno di cent'anni morirono a Novello ben diciotto membri di questa famiglia molti dei quali violentemente. Turbato da questa catena di tragici lutti, nel 1702 il marchese Giovanni Battista cedette il feudo di Novello e sborsò 10 mila lire per avere quello di Camerano, nell'Astigiano, dove si trasferì con tutta la famiglia. Il marchesato di Novello fu in seguito venduto da Vittorio Amedeo III al conte Carlo Agostino Oreglia ed a questa famiglia rimase fino all'abolizione dei feudi.
Risorto in versione falso medievale, il castello ebbe nel secolo il lustro di un salotto intellettuale raccoltosi intorno alla padrona di casa, signora Allara Nigra e fra i suoi ospiti Silvio Pellico.
La parrocchiale di Novello, eretta nel settecento su disegno dell'architetto monregalese Francesco Gallo, uno dei maggiori del tempo, ha un'alta e solenne facciata in cotto d'ordine corinzio e l'interno ricco di marmi; notevole pure la vicina chiesa della Confraternita, di poco più antica. Il campanile, tozzo e robusto, è invece un'antica torre medievale da cui, nel furore patriottico del Risorgimento fu scalpellata l'aquila bicipite, creduta quella austriaca degli Asburgo mentre era l'innocente e piemontesissima dei Del Carretto.
Altri monumenti artistici sono l'abside della cappella di San Rocco, con affreschi del 400; un altro affresco di buona fattura si trova nell'oratorio della Madonna degli Angeli, detto Crocetta, e la sconsacrata e cadente chiesa della Madonna del Podio, antica abbazia benedettina.
Di ritorno da Novello verso Barolo seguendo il crinale della collina si prende a scendere in vista del castello della Volta, massiccio e torvo che domina dall'alto le case di Barolo. Simbolo della grifagna potenza dei Falletti, chiuso nella corazza dei suoi muraglioni che ne le offese del tempo ne quelle degli uomini, comprese le cannonate sparategli dai tedeschi nell'ultima guerra, sono riuscite a scalfire, il castellaccio mostra tuttavia segni di decadenza e abbandono da quando, nel secolo scorso, fu ridotto a masseria. Eppure non sono lontani i tempi in cui fu magnifica dimora, con splendidi arazzi, suppellettili e ricca riquadreria, trasferito tutto nel palazzo Barolo di Torino.
Pare che gravi sul castello la malasorte, tramandata da una paurosa diceria popolare non ancora sopita. Si vuole che sia ritrovo notturno di masche, spiriti irrequieti di anime penitenti. Raccontano che una notte, secoli fa, nel salone centrale, dame e cavalieri abbiano intrecciato un orgiastico "bar di patanu" e che il pavimento sia crollato seppellendoli tutti sotto le macerie. Uno solo sarebbe scampato, un Falletti, che fino a poco prima era stato sulla porta ad assistere alla scena e che era uscito al ringhiare di un suo mastino. A lui ed ai contadini accorsi dalle vicine cascine, continua la leggenda, il compito di scavare al lume delle torce per recuperare i cadaveri degli sciagurati e restituirli ai loro rispettivi castelli. Il  superstite finì frate, dopo aver curato la costruzione della cappella di san Pietro delle Viole, ancora visibile tra le acacie su di un poggio poco sopra il maniero della Volta. Ma non è finita: le notti di luna nell'oratorio si accendono le candele ed una schiera di ombre assiste alla messa celebrata dal vecchio monaco; al termine della funzione, spegnendo i ceri scendono in processione fino al castello dove si dileguano, con movenze di danza, dopo essersi vicendevolmente inchinate.

Clicca per ingrandire

Panorama

Clica per ingrandire

Il castello

Clicca per ingrandire

L'antico convento

Clicca per ingrandire

La chiesa

Clicca per ingrandire

La chiesa e la porta

Tutti i diritti riservati - per informazioni info@saporidilanga.com