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Il
paese è in buona posizione, permette di compiere
passeggiate riposanti e nei dintorni sono alcuni
belvedere, fra cui celebre il poggio da cui domina il
santuario della Madonna dei Monti, gioiello
di architettura in stile settecentesco piemontese:
esso è meta di numerosi pellegrinaggi; poco oltre,
alla croce monumentale eretta nel 1900
nel luogo più alto della diocesi di Alba, la vista
spazia dominando le vallate Belbo e Bormida. La
chiesa parrocchiale, dedicata a San Giorgio,
fu eretta nel 1600 e restaurata cento anni fa, la
popolazione si è drasticamente ridotta durante gli
ultimi tempi perché, seppure in prevalenza rurale,
molti si sono trasferiti a valle per lavorare nelle
grandi industrie di Alba.
La zona presenta verdi pascoli, che consentono una
buona zootecnia, mentre le robiole del posto
conoscono un sapore unico: a loro da molti
attribuito l’appellativo di “imbattibili”.
Resti di vetusti fortilizi e vetuste mura, oltre ad una
torre, ricordano le remote origini del
paese, che fu feudo dei marchesi Del Carretto di
Bossolasco, e dalla dipendenza dal S. R. Impero passò
poi al Piemonte, cedutogli dall’Austria nel 1733,
per l’alleanza nella guerra di successione
Polacca.
Un nome antico di Niella pare essere derivato da “nigella
ad” dall’abbondanza di un arboscello dallo
stelo nerastro, parassita del frumento, detto in
italiano gettaione ma il cui nome scientifico è
infatti “nigella damascena”.
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Panorama
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La porta
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La torre
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