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dodici chilometri da Alba, su un poggio ridente (309
metri s.l.m.) sorge Neive, il maggior centro della
valle Tinella; è un comune antichissimo e ne fanno
fede parecchie lapidi latine, da cui risulta che
esso apparteneva alla tribù Camillia, e un tratto
di strada pavimentata secondo la tecnica romana. Fu
giurisdizione del marchese di Voghera, da cui passò
alla famiglia dei Cacherano, quindi a quella dei
Casteborgo. Dell'antico castello, distrutto nel
1274, non rimane che una torre adibita a
campanile. Più tardi fu infeudato con
titolo comitale ai principi Dal Pozzo della
Cisterna. La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fu costruita nel 1750
dai canonici lateranensi dell'abbazia di S. Maria
Nuova di Asti, quindi ampliata e restaurata un
secolo dopo. Sono elencati tra i monumenti artistici
del Piemonte: la chiesa parrocchiale stessa per
stucchi del secolo XVIII; l'ex campanile della
parrocchiale (sec. XV) con lapide romana;
il campanile e resti della chiesa di Santa Maria del
Piano (sec. XII) con frammento di lapide
romana; una cassa d'organo del XVIII secolo;
esistente nell'oratorio della confraternita di
San Michele e la confraternita stessa, opera
pregevolissima del 1650, dovuta all'architetto
Amedeo di Castellamonte.
Di notevole valore artistico è il tempietto
di S. Maria del Piano, che sorge in frazione
borgo Nuovo, sulla strada per Mango, detto
comunemente il "monasterolo". Appartenente
ai Benedettini fu ceduta all'abbazia di Fruttuaria
dall'imperatore Arrigo lo Zoppo, con il nome di cella
nevigiensis. Nel 1604 venne eretto in commenda
dei S.S. Maurizio e Lazzaro con bolla pontificia di
Clemente VIII. Era rimarchevole soprattutto il coro,
esistente fino al 1867, con finestre a doppio arco,
divise da leggere colonnette e progressivamente
strombate verso l'interno; notevole più ancora era
l'esterno dell'abside, tutto rivestito con pietre di
uguale dimensione, su cui erano scolpiti animali e
fregi, molto probabilmente i segni dello zodiaco.
Ora della chiesa non rimane che un muro laterale con
tre pinnacoli ed alcune marmette su cui è scolpita
la croce mauriziana. Imponente è il campanile
romanico di costruzione millenaria. E' a cinque
piani divisi da una colonna di archetti pensili a
pieno centro; ha due feritoie al terzo piano, ed al
quarto e al quinto due aperture centrali con una
mezza colonna rustica. Le cornici ad archetto sono
lavorate con cocci disposti con gusto, ma di
muratura povera. Costruito con laterizi e pietre
conce caratteristiche dell'epoca romana, il
campanile è monumento nazionale. Si vuole che nella
stessa località sorgesse precedentemente un
monumento alla dea Diana.
Esisteva pure in tempi andati su un promontorio
sorgente verso il Tanaro, un castello detto Rocca
del Mattarello, di cui si fa cenno nelle cronache
medievali e di cui si interessò pure San Giovanni
Bosco quando qui venne per alcune predicazioni.
Il paese è praticamente diviso in due parti, una
sulla collina, l'altra in piano. Un grosso
agglomerato con chiesa parrocchiale sorge pure a
sud-est del paese ed è chiamato Bricco perché
costruito su di un poggio.
Neive è notissimo per l'attività vitivinicola:
sulle sue colline si producono indifferentemente Nebbiolo,
Barbera, Dolcetto e Moscato, tutto di
ottima qualità e di conseguenza, oltre alla cantina
sociale, numerosi sono gli stabilimenti enologici
privati. Anche il bestiame, e soprattutto i bovini
appartenenti alla sottorazza "albese"
godono di buona fama per le loro carni prelibate.
A Neive nel corso dell'anno si svolgono numerose
sagre, manifestazioni folcloristiche, fiere e
rassegne zootecniche. Tra le sagre, caratteristica
è quella dei capponi ricorrente il 22 dicembre
anche conosciuta come fiera del cibiot.
Paese ospitale, ricco, dalle genti cordiali,
Neive fu il centro in cui operarono numerose
formazioni partigiane ed è la patria del generale
Giuseppe Cortese che al comando della 210°
Divisione liberò la Sardegna dalle truppe tedesche
nel settembre del '43 e del musico Lodovico Rocca,
direttore del conservatorio G. Verdi di Torino ed
autore di molte opere di successo. Tra gli episodi
di vita partigiana merita un cenno l'eroico
sacrificio di sette giovani patrioti che a Bricco di
Neive affrontarono da soli un battaglione
repubblicano dotato di mezzi corazzati e furono
trucidati dopo accanita resistenza. |
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Panorama
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Panorama
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Romano Levi
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La torre
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La parrocchiale
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Il municipio
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