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I Comuni delle Langhe

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Monesiglio

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Monesiglio (altitudine m. 372), il più importante centro di fondovalle della Bormida di Millesimo con un mercato assai frequentato. I suoi vigneti producono circa 5000 brente di Dolcetto ed anche la frutticoltura ha avuto in questi ultimi anni un certo sviluppo. Sviluppato è il turismo e in estate numerosi sono i villeggianti. Tra le passeggiate che si possono compiere partendo da Monesiglio, quelle all'agreste chiesetta di San Biagio, tra gli alberi, sulla sinistra del fiume; a Monbarcaro (il più alto paese delle Langhe); al Brich della Croce e a Prunetto.
Il castello
fu del marchese Aleramo, e col testamento di Bonifacio, fondatore dei sette marchesati, venne assegnato ad Ugone, marchese di Clavesana. Nel 1221 passò ai conti Caldera Pasio, che lo tennero per oltre tre secoli e subì trasformazioni sostanziali nel 1653 per opera dei conti di Saluzzo di Valgrana, subentrati nel feudo, che si intitolarono dagli allora Saluzzo di Monesiglio. Di questa cospicua fa­miglia, che ebbe notevole parte nella storia del Piemonte, a cui diede politici e generali, è da ricordare il conte Giuseppe Angelo (1734 - 1810), valente matematico, con fondatore nel 1759, in unione a Lagrange e Cigna, dell'Accademia delle Scienze di Torino.
Penultimo proprietario del castello, adibito oggi a casa canonica, fu il marchese d'Auriol. Il perimetro della costruzione, assai rima­neggiata, include l'antica parrocchiale di S. Andrea, del sec. XIII, con pregevoli affreschi di Antonio Occello da Ceva del 1532. Di fianco è la nuova parrocchiale, ottocentesca, con bella facciata neo­classica in cotto. Questo complesso architettonicamente interessante è nella parte alta del paese da cui si scende, per viuzze che conservano l'angustia e la tortuosità medievale, verso il quartiere più recente, toccato dalla statale.
Una strada, diramazione della romana Via Magistra Langarum, scendeva anticamente a Monesiglio dal passo di Gottasecca e proseguiva poi per Bossolasco e Monforte. Il paese già esisteva a quell'epoca (ma l'abitato era più in alto, presso l'attuale santuario di S. Martino, dove si rinvennero resti di edifici, lapidi e tombe romane) ed il suo nome era Monexilium, corruzione di Mons Ocelli che significa luogo di sentinella. La sua incorporazione nel Piemonte data dal 1735.
Largamente praticato, come in tutta la, valle, è il gioco del pallone elastico a cui Monesiglio ha dato un grande campione come Paolo Rossi, più volte vincitore del massimo titolo nazionale.  

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