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Mombarcaro, posto a 896 metri di altitudine, il
“tetto delle Langhe”. Esatta o meno
l’etimologia che ne fa derivare il nome da Mons
Barcarum, monte delle barche, è certo che,
nelle giornate limpide, dal piazzale della chiesa si
può scorgere in lontananza il Mar Ligure. Il
paese, di aspetto alpino, è situato in
splendida posizione e si avvale di un terreno molto
fertile per le sue intense coltivazioni, che
purtroppo non danno prodotti di grande prezzo.
Troppo elevati i suoi colli per essere adibiti a
vigneto, essi producono grano, patate, castagne e
foraggi; un buon allevamento ovino fornisce agnelli
e robiole che racchiudono i sapori dell’Alta
Langa.
Dell’antico borgo feudale, arroccato
su un colle, Mombarcaro conserva i resti di
due porte urbiche. La maggiore attrattiva
del luogo, più che dai resti del passato è nel
paesaggio che lo circonda: in lontananza un mare si
colline e, più vicino, boschi e praterie su cui
vanno e vengono le pecore, terre di silenzio e di
mistero dove sorgono borgate fatte di case massicce
e tarchiate, incappucciate di pietra grigia per
resistere al peso della neve.
Sotto il basso portichetto della casa
municipale una lapide ed un’effige
ricordano che era oriundo il ten. Col. Giuseppe
Galliano, caduto nella battaglia di Adua.
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Panorama
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Tipica casa in
pietra
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