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Lequio Berria (altit. m. 715) sorge in posizione scoperta e dominante,
il panorama che si offre al turista che sale al castello è uno dei più vasti dell'intera regione: si
distinguono centinaia di paesi delle Langhe, del
Monferrato e della pianura, nella cornice delle Alpi
che cingono il panorama dalla Liguria al Monte Rosa.
Tra i prodotti agricoli, notevoli il vino e le
fragole ed ottime pure le robiole. Villeggianti in
buon numero nel periodo estivo e in quello
autunnale.
Fuori al concentrico si trova il santuario
della Madonna della Neve, con affrèschi del
secolo XV. Il quadro della Vergine è di rara
bellezza e secondo gli esperti sarebbe di scuola
raffaellesca. Il luogo su cui sorge il santuario è
meta di gite e di pellegrinaggi. Il castello
apparteneva a Oggero di Cuneo ed era custodito da un
presidio militare, con il compito di frenare i
movimenti dei nemici nei periodi di guerra. Essendo
però un notevole aggravio per la popolazione il
mantenimento della fortezza in tempo di pace, nel
1173 fu concessa una pensione annua al castellano ed
il maniero fu smantellato: raro esempio di saggezza.
Nel 1315 il marchese Manfredo di Saluzzo investì di
Lequio suo fratello Giovanni ed a questi succedette
il figlio Goffredo, capostipite dei signori che
portarono questo predicato.
Il paese ha dedicato un busto in bronzo dello
scultore Reduzzi al suo figlio più illustre,
Francesco Pressenda (1777-1854), celebre liutaio che
ebbe bottega ad Alba, a Carmagnola ed infine a
Torino, i cui strumenti, costruiti ad imitazione di
quelli di Stradivario, si distinguono
per la vernice ricca di colore e l'ottima sonorità.
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