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Igliano
(alt. m. 532, abito 188) quanto ad estensione
territoriale e popolazione, è in gara con Arguello
per il titolo di più piccolo comune della provincia
di Cuneo. Il paese è noto per l'eccellente qualità
delle sue uve e sono pure molto diffuse la coltura
boschiva del castagno e quella silvana di abeti e
roveri.
L'origine di Igliano è certamente remotissima, come
prova la presenza di lapidi mortuarie latine
rinvenute durante lavori di scavo. Appartenne ai
marchesi di Ceva, ai quali si deve la costruzione,
verso il 1400, di un modesto castello
passato successivamente ai marchesi Vivaldi di
Castellino e poi ai conti Sauli, di origine ligure.
L'edificio, già in rovina, venne acquistato verso
la metà del secolo scorso dal Comune, che lo demolì
e spianò il poggio su cui sorgeva per farne una
piazza.
L'ultimo della casata dei Sauli d'Igliano, il
senatore Ludovico (1787-1874) abitò infatti a Ceva,
in un palazzo della via che porta il suo nome,
pervenuto poi, in eredità, ad un'opera pia di
Mondovì. Diplomatico e storico, coltivò pure
l'innocente "hobby" della novella e del
romanzo d'epoca che gli procurò più di un
dispiacere, Poiché, traendo la sua materia
localmente, da fatti e gesti non sempre
commendevoli, c'era sempre qualche parente o
collaterale o discendente o aggregato che
riconosceva nel personaggio l'antenato ed allora,
apriti cielo, nessuno voleva avere in famiglia i don
Rodrigo, i conti Attilio, i don Ferrante, le donne
Prassedi ed i dottori Azzeccagarbugli.
Tra le memorie del paese si cita il passaggio,
nell'aprile 1796, di parte dell'armata napoleonica
in marcia verso Marsaglia. Unici resti del passato
sono la cappella di San Sebastiano e la
chiesa di Santa Margherita, entrambe del XVI
secolo.
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Panorama
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La parrocchiale
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Chiesetta
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