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l paese ha antiche origini, come attestano i
ritrovamenti di lapidi romane, e la
Parrocchiale di San Giovanni sarebbe sorta
su di un tempio dedicato a Diana. La chiesa è a tre
navate, separate da sobrie colonne con un'alta
cupola ottagonale e vi si può ammirare un bel
ciborio del '500. Discretamente conservate sono
alcune case medievali, mentre non resta che un
rudere dell'antico castello, demolito nel
1537 durante le guerre tra Francesco I e Carlo V per
ordine di Ludovico Bollero di Centallo, un pioniere
del banditismo politico, che si fece pioniere dei
francesi in Piemonte taglieggiando le popolazioni
nonostante la sua dignità di vescovo di Riez,
diocesi di cui non prese mai il possesso.
Farigliano, feudo aleramico, appartenne ai marchesi
di Clavesana, a quelli di Saluzzo-Dogliani e poi a
Felice di Savoia ed infine Argentina Provana di
Collegno, morto nel 1644 senza discendenti.Gli
ultimi suoi signori furono i marchesi
Miolans-Spinola e gli Oreglia marchesi di Novello e
conti di Castino.
Due figli di cui il paese si onora sono i fratelli
Pietro e Giovanni Ferrero, qui nati nel 1898 e nel
1905, fondatori della grande azienda dolciaria
albese, partiti poveri ma decisi a raggiungere il
successo, conseguito dopo una lotta dura e tenace:
da rappresentanti di alimentari ad artigiani
cioccolatieri ed infine capitani di industria.
La viticoltura che dà un Dolcetto assai pregiato,
è l'attività principale di Farigliano, abitato da
gente intraprendente, allegra ed ospitale che
nonostante non possa rivaleggiare con le più famose
sagre di Carrù ha istituito la "festa del
bon vin" che si tiene alla fine di agosto
in piazza, con distribuzione per tutti di ottimo vino.
Proseguendo verso il Tanaro oltre il ponte si
procede verso sud in direzione Carrù per due km e si
arriva al Santuario della Mellea
nell'omonima frazione di Farigliano. |
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La parrocchiale
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La torre
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La Mellea e il
Tanaro
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