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Il paese sorge a 500 metri di altitudine, in
posizione dominante sull'immensa cavalcata delle Langhe: tutto intorno terre seminate, boschetti,
vigneti interrotti da paesini, torri piccole e
solitarie, in una vista incantevole. tra i prodotti
tipici della zona famoso è il dolcetto, uva e vino,
che qui trova colline adattissime , per posizione e
altitudine, sulle quali matura lentamente,
assorbendo e trasformando in zucchero i caldi raggi
del sole.
Il pese è altresì rinomato per la cucina e la
buona struttura ricettiva, in maniera da indurre,
specialmente in estate, numerosi villeggianti a
scegliere la località per trascorrervi vacanze
serene che servono più di ogni artificiale cura
ricostituente.
La chiesa parrocchiale, ampia e bella, fu costruita
dal 1763 al 1770, ed ha per patrono san Giovanni
Battista.Questa chiesa è opera dell'architetto
militare Carlo Francesco Rangone, conte di
Montelupo, che molto lavorò nell'Albese e con Diano
aveva particolari legami in quanto proprietario del
castello su sui sorse appunto la chiesa. Questa è
elencata fra i monumenti d'arte insieme con i resti
di un edificio romano presso la chiesa della Madonna
d'Oriente, ed i frammenti di una
lapide, pure romana, con bassorilievi e avanzi
ornamentali nell'andito d'ingresso della
casa canonica.
Diano fu anticamente rivale di Alba e quando questa
decadde, ai tempi dell'impero Carolingio, ne prese
le veci e diede per qualche tempo il nome al
contado: Comitatus Dianensis. Risorta Alba
condivise con essa l'attributo di capoluogo della
contea fino al 1033. Più tardi passò ai marchesi
del Vasto. Benché fornito del più forte castello
dell'Albese, sopportò gravissimi danni, nel 1412, a
causa delle crudeli fazioni di quei tempi. Raimondo
da Busca, che si ostinava ad essere guelfo con i
provenzali, fu costretto ad abbandonare il luogo;
assaltandolo poi all'improvviso, vi mise al sacco le
case dei sudditi ribelli. Poco tempo dopo i
ghibellini, con i soccorsi del marchese di
Monferrato e del Vescovo di Alba, che li
sostenevano, assediarono e presero anche il
castello, distruggendo ogni cosa spettante a
Raimondo e ai suoi eredi. Il maniero fu poi affidato
a Ottone dei Roeri, conte di Monticello. venne
abbattuto nel secolo XVII dal generale francese
Colombier, agli ordini dei Savoia, divenuti sovrani
di Diano oltreché di Alba, col contratto di
Cherasco del 1623. |
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Panorama
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Panorama
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La parrocchiale
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