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A
6 Km. da Santo Stefano si raggiunge in rettilineo
Cossano Belbo, un notevole centro sulla destra del
torrente da cui prende il nome. Già del marchese
Bonifacio del Vasto e passato nel 1141 al marchese
Guglielmo di Busca venne sottomesso, nel 1229, dai
marchesi di Mango, alleati di Asti; tre secoli dopo
divenne padrone del paese Giovanni Gaspare, e nel
1670 la signoria di Cossano passò al feudatario di
Mango, conte di Cotignola. Fu conteso ancora dai marchesi di Busca e del Monferrato fino all'unione
col Piemonte.
La popolazione è dedita all'agricoltura, e la
località è eccezionalmente ricca di sorgive tanto
preziose in questa zona. Notevoli le uve: 500
quintali di moscato d'alto pregio e dolcetto del
migliore (circa 10 mila brente). Un buon posto
occupa pure la coltivazione delle nocciole. Si
tengono in Cossano oltre al settimanale mercato del
lunedì alcune fiere e sagre, molto frequentate
specialmente dalla gioventù dei dintorni, e nei
mesi estivi il simpatico borgo (altitudine m. 244)
si infittisce di villeggianti che qui vengono a
trascorrere brevi periodi di vacanza, e di gitanti
occasionali, attratti dalla notorietà della cucina.
Specialità gastronomica tipica sono senza dubbio le
tagliatelle, confezionate con farina di grano e
ancora tagliate a mano: quest'ultimo sistema
assicurerebbe, alla pasta, particolari doti di
fragranza e sapore.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni
Battista,
venne costruita all'inizio della seconda guerra
mondiale, con materiale di pietra locale. In
seguito si è eretto un grande muraglione di
sostegno e un bel piazzale. Esistono ruderi
d'un antico castello. |
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