|
A
30 Km da Alba e 35 da Acqui, come abbiano già
accennato, sorge uno dei centri della Langa.
Costruita sulle rive del fiume Bormida, che la
divide nei due borghi di S. Michele e S. Pantaleo, a
monte della confluenza del torrente Uzzone ed ai
piedi dell'antico aleramico: di questo
caratteristica è la torre cilindrica a
quattro piani, che si erge fra i ruderi del
maniero, sul colle.
Nel paese ogni anno si celebra la sagra della
nocciola, verso la fine di agosto, con
l'assegnazione al miglior produttore della nocciola
d'oro. Proprio la coltura dei noccioleti
caratterizza l'attività agricola di Cortemilia
negli ultimi decenni, e parallelamente ad esse si
sono sviluppate industrie che con tale produzione
hanno attinenza. Altri stabilimenti di medie
dimensioni si possono contare nel settore mobiliero.
Anticamente il paese era un posto avanzato a difesa
delle Langhe contro i nemici provenienti dal mare;
il suo nome è romano e deriva da Cohors Aemilia,
il reparto di legionari postovi a presidio da Emilio
Lepido nel 186 a.C.
Compresa nella concessione dell'imperatore Ottone I
ed Aleramo nel 967, fu centro di un importante
marchesato di questa stirpe Del Vasto e Del
Carretto; primo ad intitolarsene Bonifacio Minore
nel 1142, ultimo Manfredo II che la cedette,
nel 1332, ai marchesi di Saluzzo. Passò poi agli
Scarampi di Asti e nel 1375 ai marchesi del
Monferrato, a cui restò fino al 1615 quando, dopo
molte vicende di invasioni ed assedi nelle guerre
tra Francia ed Impero, fu unita al Piemonte sotto
Carlo Emanuele I.
Le notizie che si hanno sulla parrocchiale
dedicata a S. Michele risalgono al 1000. Era
officiata dai Benedettini, dipendenti dall'abbazia
di San Quintino di Spigno. Di quei tempi rimane il
bastione a difesa della Bormida, sul quale
poggiano l'abside della chiesa e il campanile. I
benedettini si fermarono sino al 1580, e pare
abitassero una casa del paese che
sulla facciata reca pregevoli bassorilievi in
pietra: un'annunciazione e san Bernardino con il
monogramma di Cristo. La chiesa, restaurata nel
1580, fu in gran parte demolita tre secoli più
tardi per costruire quella attuale, su disegno del doglianese G.B. Schellino (1818-1905), in stile neo
classico. Ha un'artistica vetrata costruita a
Tolosa nel 1883 e riproduce un quadro del
Raffaello. Antichissima è pure l'altra parrocchiale
di San Pantaleo sulla destra della Bormida:
nei verbali delle visite apostoliche del 1500, essa
è già dichiarata cadente e bisognosa di restauri,
a cui il parroco è obbligato a provvedere sotto
pena di gravi procedimenti canonici. Il restauro
avvenne nel 1631 e in tale occasione la si ampliò ,
aggiungendovi le navate centrali, il coro ed il
presbiterio. Notevoli sono pure, artisticamente,
la Confraternita dedicata all'Immacolata Concezione,
ora proprietà di privati, e la Pieve di Santa
Maria, anticamente parrocchia.Il campanile
è del secolo XII e la chiesa, romana in origine,
presenta stili diversi: gotica è l'abside con
cordone di eleganti archetti penduli; bella bifora
ogivale ed un altorilievo del 1400 sulla facciata.
Le scuole, e la caserma dei carabinieri sono
ospitati in un vecchio convento fatto erigere
da San Francesco D'Assisi di passaggio a
Cortemilia, e dal cortemiliese Beato Guglielmo De
Rubonis, uno tra i primi discepoli del santo, morto
a Bologna nel 1925. Il convento venne dismesso nel
1802 e passò poi ai Cistercensi di Santo Stefano
Belbo; più tardi i Padri Dottrinari vi fondarono un
collegio con scuole medie, che godette di meritata
fama.
Cortemilia conserva pure, con grande venerazione,
una spina che si ritiene sia appartenuta alla corona
che fu posta in capo a Gesù a Gerusalemme, ma
l'autenticità della reliquia non è del tutto
certa. La spina viene conservata alternativamente
dalle due parrocchie, e il trasporto in forma
solenne si compie ogni anno la domenica dopo
l'Ascensione.
Oltre ai bassi portichetti con pilastri di varie
epoche, anditi bui e severi portali che ne delineano
chiaramente l'aspetto medievale, nella cerchia di
mura e porte oggi scomparse, la cittadina conserva
alcuni pregievoli edifici civili, tra cui sono da
ricordare il palazzo Marone della Torre D'Uzzone,
la casa dei conti Alfieri di Asti e la casa Scarampi in Borgo San
Michele. In
questo stesso Borgo la casa Molinari nella
piazza omonima, è ricca di un affresco del 1480,
rappresentante un Madonna con Bambino,
attribuito Macrino D'Alba. |
|
|

|
|
Ruderi del castello
|
|

|
|
|

|
|
Panorama
|
|

|
|
|

|
|
Castello e panorama
|
|

|
|
|

|
|
La chiesa
|
|

|
|
|

|
|
La pieve
|
|

|
|