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I Comuni delle Langhe

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Clavesana

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Il paese, il cui nome deriva da Clavis Januae, la chiave della porta cioè per passare in Liguria, è l'antica capitale di uno dei sette marchesati aleramici, che ebbe origine nel 1142 da Ugone, terzogenito di Bonifacio del Vasto.
Molto estesa nelle Langhe, sul versante del Tanaro (Dogliani, Farigliano, Somano) come su quello della bormida (Millesimo, Cengio, Cairo) questa marca ebbe pure uno sbocco sul mar Ligure, con i feudi di Diano Castello, Albenga, Oneglia,e Taggia ma fu anche la prima a scomparire, dopo neppure 250 anni, nel 1387 per mancanza di eredi maschi.Argentina, figlia di Francesco II di Clavesana, porto in dote metà delle terre a Giacomo di Saluzzo e sua sorella Caterina l'altra metà ad Enrico Del Carretto. Questo spiega, in parte, perché non vi sia più nulla del turrito castello medievale di un tempo, se non piccoli tratti di mura e baluardi, incorporati in vecchie case del paese. Il castello, tuttora esistente su un pittoresco sperone sovrastante il Tanaro fu costruito nel seicento, dai conti Caramelli, nuovi feudatari di Clavesana, quale palazzo signorile, destinato a pacifica dimora e privo di ogni carattere difensivo nonostante le quattro torri angolari. 
Il paese ha una bella parrocchiale barocca, dedicata a San Michele Arcangelo, costruita nel 1773 su disegno di Francesco Gallo; notevole pure la sconsacrata chiesa di San Giovanni, del sec. XIV, contemporaneo del maniero scomparso.    
Il territorio del comune, prettamente collinare, intersecato da profondi valloni, è coltivato prevalentemente a vigneti, che producono squisito dolcetto; vi si trovano pure eccellenti tartufi, la cui abbondanza e qualità è sempre direttamente proporzionale alla bontà dei vini e non manca la selvaggina. Numerose sono le frazioni, collocate sui dorsi delle colline e tutte raggiunte da strade discrete, le principali sono: Ghigliani, Madonna delle Surie e Lo Sbaranzo.
Alla resistenza Clavesana ha partecipato attivamente, ospitando sulle sue alture le formazioni partigiane, schierandosi eroicamente al loro fianco e subendo perciò feroci rappresaglie; la bandiera del Comune è decorata di medaglia d'Argento al Valor Civile con questa motivazione "Con fierissimo contegno, durante 18 mesi, si opponeva con ogni sforzo all'invasore in armi, subendo la perdita di molti suoi figli migliori e la distruzione di beni ed edifici. In una regione completamente occupata dal nemico rappresentava un'isola di libertà tenendo alto il vesillo della Patria. Settembre 1943 - Marzo 1945". 
E' nato qui il pittore Amedeo Ghesio Volpengo (1848-1889), allievo dell'Accademia Albertina dove era stato chiamato il Fontanesi; nei suoi dipinti compare spesso il plastico paesaggio di Langa.
In centro del paese si trova la Cantina sociale del Dolcetto forte di molti soci conferenti e di prodotti di ottima qualità; proseguendo poi per la strada che sale verso le colle più alte si arriva allo Sbaranzo, luogo che vide molti sacrifici e conobbe la spietata vendetta dei tedeschi durante la guerra di Liberazione. Continuando a salire si arriva alle Surie, affascinante borgata di Alta Langa, bisognerà però tornare verso Clavesana se si vorrà visitare il lembo più occidentale della Langa che volge verso Mondovì.

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Panorama

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Il castello

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Chiesetta

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