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Poco oltre Bastia a 4 Km si stacca sulla destra una
strada per Cigliè (543 mt. slm) il cui nome viene
fatto derivare da cilium elevandosi il
suo castello in cima ad un ciglione impervio.
Esatta o no l'etimologia è certo che la poderosa
costruzione medievale, in ottimo stato di
conservazione, dovette avere una grande importanza
nella storia del paese, sorvegliando dall'alto i
passi del Tanaro. Piazzaforte a difesa del
marchesato di Ceva, passò in sovranità, nel 1435,
al duca Amedeo VIII di Savoia interessato ad avere
una torre in più, e che torre, nello scacchiere
delle Langhe. Dato in feudo a Giacomo della Torre,
gran cancelliere di Savoia, passò quindi ai Pensa
di Mondovì e l'erede di un ramo di questo casato,
Cassandra, lo portò in dote a Francesco Capris, di
antica stirpe biellese, salita in grande potenza
sotto i duchi Emanuele Filiberto e Carlo Emanuele I;
con Stefano generale di finanze ed Ottaviano,
sindaco di Torino.
A questa famiglia, da più di tre secoli appartiene
il maniero, sovrastato da un'alta torre.
Antica pure è la chiesa parrocchiale dedicata
ai SS. Pietro e Paolo.
Ottimo il dolcetto che si produce negli ubertosi
vigneti. |
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Panorama
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Il castello
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La chiesa
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