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Incrociata
a fondovalle, dopo il ponte (che è detto "napoleonico"
ma probabilmente è di costruzione
posteriore), la provinciale di Valle Belbo, presso
l'antica osteria del Campetto, subito
risale con rapidi tornanti, in Km. 3,5, da 336 metri
ai 540 di Castino, in splendida posizione panoramica
sulla catena collinare tra Belbo e Bormida. Favorito
da buone comunicazioni il paese è frequentato in estate ed
in autunno da una
nutrita colonia di villeggianti.
Antiche origini ha Castino; forse romane, come
comproverebbe una lapide tombale e si vuole che il
suo nome derivi da “Castrum Stattiellorum” (secondo
altri l'etimologia esatta sarebbe dal basso latino
“Castaneum” cioè castagneto, per le
piante che ancora oggi vi abbondano).
Notevoli sono le vestigia di un grande castello, devastato dagli spagnoli nelle
guerre del secolo XVII ed appartenuto in varie
epoche ai Del Carretto, ai Guttuari, agli Appiani,
ai Valperga, agli Occelli, agli Oreglia di Novello
ed ai Biandrate di San Giorgio. Un pregevole pulpito
barocco si ammira nella parrocchiale di Santa
Margherita, assai mutata dai restauri dopo
una scossa di terremoto nel 1887. Monumento
nazionale è la chiesa benedettina della
Vergine delle Grazie, in regione San
Martino, di cui sussistono la facciata ed il coro
con due altari laterali; apparteneva ad un
antichissimo monastero in cui entravano, per
prendervi i voti o per esservi educate, le damigelle
delle migliori famiglie delle Langhe. Il convento fu
soppresso sotto i francesi, nel 1802, ed il cospicuo
patrimonio, 300 giornate di terra, venduto come
"bene nazionale".
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