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Castellino Tanaro, (alt. m. 610) in elevata posizione sulla destra del
fiume, appartiene alla Langa cosiddetta cebana,
appunto da Ceva che è il maggiore centro della
zona. Anche qui il turismo sta compiendo qualche
passo sulla via del più ampio sviluppo e della
valorizzazione di queste colline che meritano ogni
migliore successo. Già conosciuto come villaggio di
contadini ai tempi della decadenza romana,
Castellino fece parte del marchesato di Ceva e fu
quindi infeudato ai Germonio di Priero e di Sale.
Passò più tardi ai Vivaldi di Mondovì, uno dei
quali, il barone Giovanni, assunse poi il titolo di
marchese di Castellino. Di un castello già
completamente rovinato alla fine del '700 non resta
che l'alta torre rotonda in pietra da taglio
è "l'esile torre" cantata dal Carducci - circondata da
ruderi e visibile a grandissima distanza. Si vuole
sia opera dei saraceni ma è probabilmente di
costruzione posteriore. Affreschi del XVI secolo ed
un prezioso ciborio sono conservati all’interno
della bella chiesa Parrocchiale di San Martino,
costruita nel 1562. In un antico edificio della
frazione Francolini, la casa Bruno, è murata una
pietra con sculture in rilievo ed un’epigrafe
latina del V secolo.
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