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Camerana
(alt. m. 525,) é formato dalle frazioni Villa,
sede del comune, Albareti, Barbei, San Rocco, Isole,
Contrada e Gabretti, queste due ultime in
fondovalle. Il suo territorio è fertile, coltivato
a orti, campi e prati irrigui, ai due lati del
Bormida. Le colline sono ricche di viti (1500 brente
di dolcetto), alberi da frutta e castagni; boschi e
pascoli si trovano nella vallata del Belbo.
L'artigianato conta su un buon numero di mobilieri
e falegnami. Anche il nocciolo ha qui un notevole
rilievo e la sua coltura è in fase di sviluppo.
Il paese, già nominato nel 967 in un diploma a
favore della Chiesa di Savona, venne poi in potere
dei marchesi di Savona e del Carretto. Più tardi fu
acquistato dai marchesi di Monferrato e nel 1631
passò a Casa Savoia. Il castello già
degli Incisa detti appunto di Camerana, può essere
visitato senza alcuna formalità. Notevole la chiesa parrocchiale
dell'Annunziata, in
stile barocco, eretta nel 1750 su disegni
dell'architetto monregalese Francesco Gallo.
In borgata Scroizi di Camerana è stato abbattuto,
nel dicembre 1963, l'ultimo lupo della Langa, che
aveva assalito un ragazzo. Gli zoologi esclusero
allora che la/belva fosse indigena (dalla zona i
lupi sono scomparsi oltre un secolo fa, mentre
abbondano ancora volpi e faine) e si fecero varie
ipotesi sulla sua provenienza, dall'Appennino
centrale o dal massiccio del Monte Saccarello tra
l'Alta Valle Tanaro e la Roja. |
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