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In
un ampio vallone fasciato di vigneti, sorge Borgomale, dal
nome che la tragica leggenda medievale di Nella di
Cortemilia fa parer cupo ma così e non è: deriva
infatti da Borgo di Adimaro, forse uno dei suoi
primi feudatari. Posto a 471 metri di altitudine, il
paese ha un antico castello che
sovrasta il torrente Berria, affluente del Belbo. La
costruzione risale al secolo XIII ed appartenne ai
conti Della Chiesa. Nella divisione dei marchesi Aleramici
del Vasto, toccò ai marchesi di Ceva e di
Cortemilia, poi ai Del Carretto e in seguito ancora
ai Falletti. Il
territorio del comune si estende soprattutto in
longitudine dal Ponte Mabuc al Ponte Belbo,
attraversato dalla statale 29 che vi si snoda per 10
chilometri, scendendo poi tortuosamente a valle,
verso il Belbo. La strada è panoramica, e lungo
tutto il percorso da Manera a Campetto vale qualche
sosta per ammirare gli scorci suggestivi e a volte
selvaggi. Borgomale è notissimo ai buongustai che
qui giungono, oltreché da Alba, anche da lontani
centri, Torino, Milano, e da tutto l'Astigiano per
gustarne le specialità gastronomiche fra cui
primeggiano
le tagliatelle "capelli d'angelo", le robiole
e, tra i vini, il frizzante
dolcetto.
La chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio è
stata restaurata assieme al campanile; di notevole
effetto è la facciata in pietra locale, bene
intonata con le vecchie pietre squadrate del vicino
castello (detto già "delle cinque torri" di cui
non ne resta che una mozzata). Nella chiesa si
conserva un'antica e preziosa statua in legno
dorato, raffigurante la Vergine del Carmine, patrona del paese. |
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Panorama
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Il castello
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Vicolo
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