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I Comuni delle Langhe

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Bastia Mondovì

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Il paese è situato sulla penisola formata da uno stretto gomito del fiume Tanaro, nel quale sfocia in questo punto il torrente Ellero. Circondato per quattro quinti da acque, che lo difendevano come un naturale fossato, si chiamò nell'antichità Alma, nome mutato poi in  quello di Bastia, dalla piccola rocca costruitavi per controllare i guadi del fiume. L'eccezionale posizione strategica fece sì che i marchesi di Ceva, di Monferrato e Saluzzo, i Provenzali e i milanesi Visconti se ne disputassero il possesso. I Principi d'Acacia riuscirono ad impadronirsene verso la fine del 300 e da allora fu sempre dei Savoia, testa di ponte verso le ambitissime Langhe.
Del castello medievale non restano che pochi ruderi, mente notevole è la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino, decorata all'esterno con un affresco del 400. Ancora più interessante è la chiesa campestre di San Fiorenzo, risalente al Mille ed ampliata tre secoli dopo, che custodisce nell'interno un ciclo di affreschi, attribuiti a Giovanni Mazzucco, giudicato dagli storici dell'arte un esemplare unico nel suo genere di pittura ispirata alla scuola gotica francese. Una folla di figure, forse un po' ingenue e primitive ma efficacemente caratterizzate fino al grottesco, anima le pareti nelle scene della storia di Gesù, delle vite di Sant'Antonio e San Fiorenzo, della Passione e Crocifissione.
Tra i feudatari di Bastia con i Morozzo, i Mondello di Frossasco ed i Parpaglia sono ricordati i conti di Vasco, famiglia dalla quale uscirono l'abate Giovanni Battista (1733-1796) accademico delle Scienze e cultore di economia politica ed il fratello Dalmazzo (1732-1794) il più irrequieto e sventurato degli illuministi subalpini, morto in carcere mentre il Piemonte si avventurava nella bufera della rivoluzione francese.
Attività predominante è l'agricoltura e particolarmente la coltivazione della vite che produce un dolcetto di buona fama.
Sull'edificio delle scuole elementari una lapide ricorda il più giovane caduto, quattordicenne, nella guerra di Liberazione e decorato di medaglia d'oro al V.M. alla memoria.
Da Bastia, salendo su per la strada provinciale che porta verso Cigliè, si arriva al colle di San Bernardo, dove sorge il Sacrario dedicato ai mille caduti per la libertà del 1° Gruppo divisioni alpine (Mauri) inaugurato da Alcide De Gasperi il 14 Ottobre 1951. E' semplice e quasi disadorno, come ci conviene ad un cimitero di Alpini che non amavano la retorica guerriera, raccolti dalle sepolture della montagna e delle Langhe (40 sono ignoti): un obelisco ed una cappelletta. L'epigrafe dice : "O passeggero che trascorri per la Langa solatia reca ai fratelli che non disperarono il nostro saluto ed agli immemori, ai discordi, ai vili, rinnova il ricordo ed il monito delle nostre gesta che durerà nella memoria dei liberi e dei forti finché vivrà tra i popoli il nome d'Italia".

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Panorama

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La scuola

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Il sacrario di S.Michele

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La chiesa di S.Fiorenzo

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