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Il
territorio comunale, il cui abitato si divide in due
porzioni: una all'ingresso, sulla sommità dello
spartiacque (in prossimità del quale si stacca a
sinistra, in discesa, una strada di Km. 4,6 per
Fontane di Torre Bormida) e l'altra distesa su
un'aprica depressione, dominante sul Belbo a
curiosare, sulla balconata di fronte fra le casine
di presepe di Arguello, quasi alla stessa quota (m.
661), sta a cavaliere tra un versante e l'altro:
allevamento ed agricoltura sono la risorsa unica
della popolazione (emigrata per oltre un terzo
nell'ultimo cinquantennio).
Per fortuna i castagneti, che davano un tempo un
prodotto copioso ed eccellente, sono stati, in buona
parte, sostituiti, prima che ad insidiarli
giungessero il "cancro della corteccia" ed
il "mal dell'inchiostro" di cui si
lamentano altrove le stragi. La coltura del
nocciolo, assai estesa, se ha mutato in parte il
paesaggio ha salvato però l'economia del capoluogo
e delle sue frazioni Baratta, Dietro Langhe e Moglie
Soprane e Sottane. Famoso in passato per le sue
fiere stagionali di bestiame (specie ovino, per la
particolare diffusione della pecora detta "lattifera
delle Langhe") il paese ne ha vista scemare
l'importanza a favore di quella di fine settembre
(ultimo lunedì) che è dedicata alle nocciole, il
cui prezzo medio è in genere soddisfacente ed anche
remunerativo. Ad integrare questa risorsa concorre
un certo turismo estivo che può contare su discrete
strutture turistiche. |
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