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I grandi Vini di
Langa > Vitigni > Albarossa

Trattasi
di un vitigno ottenuto nel 1938 dal Prof. G. Dalmasso incrociando
Nebbiolo x Barbera. Lo studio delle caratteristiche ampelografiche,
produttive ed enologiche vennero approfondite solo negli anni '60 e '70
(Curzel, 1965; Eynard 1964 e 1966). Il Centro Miglioramento genetico e
Biologia della Vite-CNR di Torino (CVT) nel 1977 provvedeva ad iscrivere
il vitigno nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite. Ulteriori
studi condotti negli anni '90 da parte del CVT, in collaborazione con
l'Azienda Sperimentale Regionale Tenuta Cannona, hanno consentito di
inoltrare nel 2000 la richiesta al Ministero per l'inserimento dell'Albarossa
nella lista dei vitigni raccomandati per le province di Alessandria,
Asti e Cuneo.
Caratteri
morfologici
Germoglio:
apice cotonoso, bianco verdastro con orli di colore carminio. Foglioline
apicali (da 1 a 3) di colore bianco verdastro con orli carminati,
inferiormente cotonose. Foglioline basali (4-5) di colore tra il verde e
il giallo oro con lievi sfumature ramate, inferiormente molto
lanuginose. Il tralcio erbaceo ha talora abbondanti striature rosso
violacee sul lato dorsale.
Foglia adulta: grande, da pentagonale a orbicolare, quinquelobata
o eptalobata; seno peziolare a lira, chiuso o con bordi appena
sovrapposti; seni laterali superiori a lira talora con un dente,
inferiori a U o a lira. Il lembo é spesso, verde scuro con nervature
verdi o rosate alla base e ha superficie bollosa, un po' increspata
lungo le nervature principali e profilo a coppa con margini tormentati.
Denti molto pronunciati, con margini rettilinei o da un lato concavi
dall'altro convessi. Pagina inferiore lanuginosa.
Grappolo a maturità: di media grandezza, cilindrico o piramidale
con una o due ali sviluppate (non infrequente un'ala lungamente
peduncolata), normalmente spargolo, ma in alcuni cloni o in certi
ambienti mediamente compatto; peduncolo di media lunghezza, verde.
Acino: medio-grande o grande (3,0 g), sferoidale o ellissoidale
corto (d.e./d.l. = 0,96), buccia mediamente pruinosa, di colore giallo
verdastro, che diviene giallo dorato o ambrato quando ben esposta al
sole.
Fenologia
Germogliamento:
medio o medio-tardivo (seconda-terza decade di aprile).
Fioritura: medio-precoce (prima decade di giugno).
Invaiatura: media epoca (seconda decade di agosto).
Maturazione dell'uva: media epoca (fine settembre-inizio
ottobre).
Attitudini
colturali e utilizzazione
Vigoria:
elevata; i germogli hanno portamento eretto.
Fertilità e produzione: elevata e costante, abbondante anche
sulle femminelle.
Allevamento e potatura: per la Favorita si adotta normalmente la
controspalliera con potatura Guyot, generalmente con un capo a frutto di
10-12 gemme, ma non di rado con due (o addirittura tre) capi a frutto
per pianta (sistema meno idoneo); si adatta però anche alla potatura
corta.
Comportamento alla moltiplicazione: ottimo con gran parte dei
portinnesti.
Suscettibilità ad avversità e fitopatie: piuttosto tollerante
nei confronti dell'oidio, più suscettibile alla peronospora; attacchi
di muffa grigia o di marciume acido dell'uva si possono verificare in
ambienti predisponenti; è particolarmente suscettibile all'escoriosi.
Attitudini enologiche: le uve vengono utilizzate per la
produzione di bianchi secchi, freschi ed armonici, dotati di personalità,
oppure di frizzanti leggeri e delicati o di spumanti.
Vini
D.O.C. (di Langa) prodotti con questo vitigno:
Langhe
Arneis
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