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I grandi
Vini di Langa > Verduno Pelaverga
Il
Verduno Pelaverga si produce nella zona
collinare di alcuni comuni in Provincia
di Cuneo, con le uve del vitigno
Pelaverga Piccolo a cui possono essere
aggiunte (fino ad un massimo del 15%)
quelle di altre varietà a bacca rossa e
non aromatiche. Il colore è rosso
rubino più o meno carico con riflessi
cerasuoli o violetti e l'odore è
intenso e fruttato con caratterizzazione
speziata; il sapore è secco, vellutato
e armonico. La gradazione minima deve
essere di 11° e l'uso è da pasto.
Denominazione di origine controllata del
vino "Verduno Pelaverga" o
"Verduno"
La denominazione di origine controllata
"Verduno Pelaverga" o
"Verduno" è riservata al vino
rosso che risponde alle condizioni e ai
requisiti stabiliti dal disciplinare di
produzione.
La zona di produzione delle uve atte a
produrre il vino a denominazione di
origine controllata "Verduno di
Pelaverga" comprende i territori più
idonei a garantire al vino le
caratteristiche previste dal presente
disciplinare. Tale zona, in provincia di
Cuneo, comprende l'intero territorio
amministrativo del comune di Verduno e
in parte quello dei comuni di Roddi
d'Alba e di La Morra.
Invecchiamento minimo per legge: non
prescritto
La leggenda racconta di un sacerdote di
Verduno, il Beato Sebastiano Valfrè,
che ad inizio '700 portò con se dal
Saluzzese un mazzetto di barbatelle di
Pelaverga. La realtà è che il
Pelaverga è una cultivar molto antica,
da sempre presente nel territorio di
Verduno, di Roddi d'Alba e di La Morra.
Si trattava in passato di una
coltivazione sporadica, frammista a
quella delle barbere e dei nebbioli, che
conduceva a vini ottenuti
dall'assemblaggio di diversi uvaggi.
Solo dagli anni '70. I produttori
cominciarono a vinificare in purezza
questo originale prodotto.
"Un giovane cavaliere - diceva lo
storico Armando Gambera - che apre la
strada alla corte dei grandi vini
d'Alba, con la sua prontezza, il suo
rosso rubino acceso, con i suoi
accattivanti profumi speziati e la sua
fresca acidità".
E' da chiarire che il vitigno alla base
di questo vino, il "Pelaverga
piccolo", presenta caratteristiche
ampelografiche ed enologiche ben
distinte rispetto al "Pelaverga
nero", coltivato nel Saluzzese. La
storia racconta che proprio la
confusione generata dall'omonimia dei
due vitigni fu responsabile del ritardo
con il quale venne riconosciuta la doc:
i produttori dovettero infatti attendere
fino al 1995 per poter indicare sulle
proprie etichette la dicitura
"Verduno Pelaverga doc".
I 9 ettari coltivati a Pelaverga piccolo
sono collocati quasi interamente nel
Comune di Verduno, piccolo paese il cui
nome di origine celtica significa
"collina fiorita". Le colline
che ospitano tale vitigno sono
caratterizzate da un terreno argilloso
ricco di marne calcaree e arenacee. Nel
2000 le circa 80.000 bottiglie prodotte
sono state il risultato del lavoro di 26
aziende. Il Verduno Pelaverga è oggi
molto apprezzato dai mercati italiani e
viene esportato in Germania e Svizzera.
Il vino presenta colore rosso rubino più
o meno carico, odore vivace, intenso,
fruttato, dominato da una nota speziata
di pepe. Il sapore è secco, fresco e
vellutato; il titolo alcolometrico può
essere compreso indicativamente fra 12 e
13,5% vol. L'annata migliore è
risultata essere il 2000 ed il prezzo
medio alla bottiglia, circa 10.000 £.
E' consigliabile servire il Verduno
Pelaverga ad una temperatura compresa
fra 15 e 18 °C, in bicchieri da vini
rossi (particolarmente adatto è quello
a "tulipano"). Questo vino
intrigante ed estroso va consumato
giovane o dopo moderato invecchiamento.
Complice di merende e spuntini notturni
a base di formaggi e salumi, sposa gli
antipasti di carne, i tajarin, gli
agnolotti di Langa, gnocchi e risotti
della cucina piemontese. Il nome
sfrontato e allusivo e l'aroma peperino
hanno indotto a ritenere da sempre il
Pelaverga vino dai poteri afrodisiaci.
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