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I grandi
Vini di Langa > Nebbiolo
La
leggenda a cui si fa risalire l'origine del nome
Nebbiolo narra di un monaco che coltivava un
piccolo orto, vicino alla povera capanna in cui
viveva. Curava anche una piccola vigna da cui
ricavava il poco vino che lui stesso consumava. Un
mattino trovò l'orto e la vigna avvolti da una
fitta nebbia. Collegò l'evento ad un ammonimento
del Signore e subito smise di coltivare la terra
dedicandosi alle orazioni. Quando arrivò il
periodo della vendemmia, finalmente la nebbia
scomparve, depositandosi sui grappoli ormai maturi
che brillavano come gioielli al sole. Più
realisticamente c'è chi ricollega il nome del
vitigno alla tipica nebbiolina che, nel periodo
della vendemmia, saluta i freddi mattini.
Del Nebbiolo si hanno notizie sin dal 1268, anno
in cui lo si trova citato in un documento del
castello di Rivoli. Ma anche nel '300 si parla
dell'uva "Nubiola", così come nel '400,
il Vescovo di Torino esigeva botti di Nebbiolo
invece del canone d'affitto per le terre di
proprietà della chiesa.
Insieme a Barolo e Barbaresco, il Nebbiolo
costituisce la triade dei migliori prodotti
ricavati dall'uva di Nebbiolo nella zona di Alba.
Gli stessi Savoia, il cui amore per la buona
tavola è noto, lo consideravano uno dei loro vini
preferiti e si dice se ne servissero spesso come
sottile strumento di approccio in campo
diplomatico. Di questo periodo abbiamo una
testimonianza lasciata dal gioielliere di casa
Savoia che riconduce il nome Nebbiolo ad una
trasposizione della parola "nobile",
parola che meglio di ogni altra, secondo lui
riusciva a definire le qualità di questo vino.
Le zone di produzione sono i territori comunali di
Alba, Canale, Castellinaldo, Corneliano, Diano
d'Alba, Vezza, Grinzane Cavour ed altri comuni
della provincia di Cuneo. Sono da considerarsi
idonei unicamente i vigneti collinari di giacitura
ed orientamento adatti ed i cui terreni siano di
natura preminentemente siliceo-argillosa. I
produttori sono censiti in 1.245 unità per un
totale di 573,92 ettari, la quantità massima
producibile è di 36.156 hl contro 11.228 hl
effettivi.
Unici Vitigni ammessi sono quelli Nebbiolo
La gradazione alcolica minima è di 12%.
Il colore rosso rubino più o meno carico con
riflessi granata dopo l'invecchiamento; profumo
caratteristico, tenue e delicato che ricorda la
viola, che si accentua e perfeziona con
l'invecchiamento; sapore dal secco al
gradevolmente dolce, di buon corpo, giustamente
tannico da giovane, vellutato, armonico. Non si
prevede invecchiamento.
Viene prodotto anche il tipo "Spumante".
Abbinamenti ideali con tome (formaggi stagionati e
piccanti) e arrosti di carni bianche in gioventù;
salmì ed arrosti di carni rosse o selvaggina da
piuma se invecchiato.
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