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I grandi
Vini di Langa > Dolcetto
Dogliani,
in provincia di Cuneo, famosa e rinomata per la
sua tradizione vinicola, può vantare fondatori
antichi.
Il suo nome più illustre e' un nome storico:
Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica
Italiana; da buon piemontese trovava sempre il
modo di seguire anche da lontano l'attività'
della sua azienda vitivinicola, situata proprio a
Dogliani.
Il nome di questa cittadina e' derivato da Doglia
e Lano, che sarebbe una storpiatura di Janus da
Giano, il dio romano per eccellenza, signore del
cielo e della luce del sole.
Successivamente Giano assunse potere di protettore
dell'inizio e della fine di ogni cosa. La leggenda
racconta che Giano recatosi nelle Langhe, abbia
fatto sosta a Dogliani, trattenuto dalle delizie
del vino locale.
Il Dolcetto di Dogliani da lungo tempo diletta le
tavole dei semplici mortali, apprezzato anche dai
più illustri tra loro. Nel 1369 i marchesi di
Saluzzo concessero ai cittadini di Dogliani la
libertà di disporre dei propri beni e l'esenzione
dalle tasse, oltre che dagli obblighi militari,
purché‚ pagassero un'imposta "in
vino", rifornendo le cantine nobiliari di
buon Dolcetto. Il Dolcetto di Dogliani viene
espressamente nominato per la prima volta nel 1593
in una delibera intitolata "Ordini per le
vindimie", e questo conferma ufficialmente
che già prima della fine del '500 si producevano
a Dogliani uve di Dolcetto.
Ai vignaioli della langa Doglianese basta fermarsi
qui, limitare la storia del loro vino a questi
ultimi cinque secoli, anche se storici e
ricercatori attendibili riescono a risalire, in
alcune zone, fino alle soglie dell'anno Mille.
La zona di produzione é il ristretto
territorio collinare della provincia di Cuneo che
fa capo a Dogliani, precisamente l'intero
territorio comunale di Bastia, Belvedere, Langhe,
Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano,
Monchiero, Rocca di Cigliè e parte dei comuni di
Roddino e Somano. Sono da considerarsi idonei
unicamente i vigneti collinari di giacitura ed
orientamento adatti ed i cui terreni siano di
natura prevalentemente argilloso-calcarea o
calcareo-silicea. Sono esclusi dalla Doc i vigneti
di fondovalle.
Il numero di produttori iscritti è di 386 unità
con all'attivo 646,18 ettari di vigneto che si
traducono in una capacità produttiva massima
calcolata in 36.186 hl, ma che in annate medie si
traduce in 12.838 hl.
Gli unici vitigni consentiti sono quelli da uva
Dolcetto.
La gradazione alcolica minima consentita è di
11,5%.
Il colore risulta essere rosso rubino tendente al
violaceo; profumo vinoso, gradevole,
caratteristico; sapore asciutto, di moderata
acidità, amarognolo, delicato, gradevole, di
discreto corpo, armonico. Non si prevede alcun
tipo di invecchiamento.
Se il prodotto assume una gradazione
alcolica del 12,5% o maggiore ed un invecchiamento
di un anno, può portare la qualifica
"Superiore".
Abbinamenti ideali con carni bianche o rosse
stufate o in umido, spezzatino, pollame e pollame
nobile.
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