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I grandi Vini di Langa > Barbaresco

Uno dei grandi vini del Piemonte, da gustare con passione, e' il Barbaresco.
Il Barbaresco e' un vino dalle origini molto antiche e già Tito Livio ne fa menzione, nella sua monumentale Storia Romana. Antiche tradizioni vogliono che i Galli siano scesi in Italia attratti dalla bontà del vino di Barbaritium, da cui derivò poi il nome di "Barbariscum" e quindi quello di "Barbaresco". Secondo alcuni, invece, deriverebbe il suo nome dalle orde barbariche che prima e dopo la caduta di Roma fecero stragi in Italia.
In tempi lontani il Barbaresco veniva indifferentemente chiamato Nebbiolo o Barolo, ed era vinificato con l'aggiunta di uve Moscatello e Passeretta che gli conferivano un sapore dolciastro ed effervescente. Del Barbaresco che noi oggi conosciamo, vino rosso aristocratico si hanno tracce già nel 1799, quando il generale austriaco Melas richiese il "Nebbiolo di Barbaresco" per festeggiare degnamente la sua vittoria sui francesi.
Fu però, soltanto, verso la metà dell'800 che si cominciò a produrre il tipo secco, mettendo in luce tutte le straordinarie capacità di questo vino. Fu il professor Domizio Cavazza, noto enologo, che orientò la nuova tecnica di vinificazione, e che fondò nel 1894 una cantina sociale per l'esclusiva produzione del Barbaresco. Egli stesso, paragonandolo ai più grandi vini francesi, lo definì "fine, morbido, generoso".
Zone tipiche di produzione sono: il territorio dei comuni di Barbaresco, Treiso, Neive e una piccola parte della frazione di San Rocco Senodelvio del comune di Alba. Condizioni ideali alla produzione presentano i vigneti collinari di giacitura ed orientamento adatti ed i cui terreni siano preminentemente argillosi/calcarei. I produttori risultano essere 482 con all'attivo 489 ettari iscritti, il calcolo della quantità massima producibile porta ad una cifra di hl 27426 ma che nella media delle annate si traduce in 17.750 hl.
Vitigni e varianti atti alla produzione: Nebbiolo delle sotto varietà Michet, Lampia e Rosè.
Gradazione alcolica minima consentita: 12,5%.
Invecchiamento obbligatorio: 2 anni, almeno 1 deve essere  in botti di rovere o di castagno.
Il colore risulta essere rosso granato con riflessi arancione; profumo caratteristico, gradevole ed intenso; sapore asciutto, pieno, robusto ma allo stesso tempo vellutato.
Il prodotto sottoposto ad un periodo di invecchiamento superiore a 4 anni, può raggiungere la qualifica "Riserva".
Abbinamenti ideali con piatti di carne gustosi e saporiti, cacciagione e selvaggina da pelo; in zona con il capretto arrosto, riccamente condito. Quando molto profumato si accompagna bene con formaggi stagionati, rognoncini trifolati, fegatini.

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