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Il Tartufo

Re della tavola e del gusto, prodotto tipico albese, il tartufo è un fungo che vive sottoterra, a forma di tubero costituito da una massa carnosa,detta "gleba", rivestita da una sorta di corteccia chiamata "peridio". Diversi sono i tipi di tartufo: il "Magnatum pico" comunemente conosciuto come tartufo bianco, il"Melanosporum Vit" (il tartufo nero), l' "albidum" (il bianchetto), l' "aestivum" (lo scorzone) ed il "brumale" (tartufo invernale). Il tartufo nasce e cresce in prossimità delle radici degli alberi, in particolare ama il pioppo, il tiglio, la quercia ed il salice, e può considerarsi un parassita. Vive in simbiosi con la pianta che lo "ospita" tanto che il colore, il profumo ed addirittura il sapore dipendono direttamente dal tipo di albero col quale il tartufo nasce e cresce. Anche la forma è determinata da fattori esterni, ma questa volta è il terreno che, a seconda della sua friabilità, condiziona il tubero, più il terreno è soffice e più il tartufo si presenterà liscio e perfetto.
Il tartufo è conosciuto fin dall'antichità, tanto che viene citato persino in testi Babilonesi risalenti al XVII secolo a.C. ed ancora dopo in testi Greci e Romani. Molti sono stati gli scrittori che hanno menzionato questo prezioso frutto della terra nei loro saggi e molte sono state le teorie sulla formazione del tubero: chi lo attribuiva alle streghe, chi al diavolo, chi all'azione dei fulmini che colpivano il terreno, altri ancora lo ritenevano addirittura un animale. All'inizio del XVIII secolo il tartufo, quello piemontese, era rinomato in tutte le corti europee ed era usato dai regali torinesi come dono diplomatico di sicuro gradimento e più tardi Camillo Benso Conte di Cavour lo utilizzò per gli stessi fini politici oltre che per il proprio piacere degustativo. Tornando ai giorni nostri non possiamo non menzionare Giacomo Morra, cittadino di Alba, albergatore e ristoratore. A lui si deve il nome di "tartufo d'Alba" oltre alla brillante idea, per quasi dire "imprenditoriale", di regalare nel 1949 il più grande tartufo raccolto all'attrice Rita Haywort. Questa usanza, mai interrotta, è ancora in voga ai giorni nostri ed ogni anno passa sui mass media la notizia di qualche "trifulao" che invia a personaggi di rilievo mondiale questo prezioso tesoro della terra di Langa.
E' in questo modo che il tartufo bianco di Alba è oggi rinomato a livello mondiale, un frutto che non si può coltivare ma che ogni anno la generosa natura dona all'uomo, l'ambasciatore mondiale di Alba e delle Langhe. Se non Vi è mai capitato di assaggiare la "trifula", così la chiamiamo noi Piemontesi, fatelo prestando molta attenzione al profumo prima di passare al gusto, i Vostri sensi saranno deliziati e coinvolti, chiudete gli occhi...Vi sembrerà di volare sopra le verdi colline accoglienti dal quale il tartufo, re della tavola, proviene!

Tartufo bianco pregiato, nome scientifico TUBER MAGNATUM PICO. E' il tartufo per antonomasia ed è meglio conosciuto come Tartufo d'Alba o del Piemonte perché cresce in abbondanza in questa regione (Langhe e Monferrato) anche se lo si può trovare, seppur in quantità molto ridotte in alcune aree dell'Italia centrale e nella Francia meridionale.
Il tartufo bianco ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio tanto da renderlo irregolare. Nonostante ciò la superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro, in alcuni casi raggiunge colorazioni verdastre. La gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo è piacevolmente aromatico e diverso da tutte le altre specie. Vive in simbiosi con querce, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e crescere necessita di particolari terreni e condizioni climatiche: il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, nonché ricco di calcio e con una buona circolazione d'aria. Tutte queste caratteristiche fanno sì che il quello bianco sia il tartufo più raro, pregiamo e ricercato. La raccolta è da Settembre a Dicembre.

Tartufo nero pregiato, nome scientifico TUBER MELANOSPORUM VITT conosciuto come tartufo di Norcia, di Spoleto o truffe de Perigord. Ha un aspetto pressoché omogeneo e tondeggiante con verruche poligonali. Il colore è bruno nerastro ma la gleba é chiara, il suo profumo é intenso ed aromatico.
Cresce nelle zone collinari e montane in simbiosi con il nocciolo il rovere e la farnia. Dopo il tartufo bianco é considerato il più pregiato a livello commerciale. Normalmente sotto l'albero che ospita il tartufo nero l'erba é rada a causa dell'azione del micelio. E' curioso notare la presenza di una mosca particolare chiamata Anisotoma Cinnamomea che è solita deporre le uova nelle vicinanze del tartufo. Il periodo di raccolta é da Dicembre a Marzo.

Tartufo bianchetto, nome scientifico TUBER BORCHII VITT. E' un tartufo molto ricercato in Toscana, Romagna e nelle Marche, nonostante abbia un valore commerciale molto inferiore al tartufo bianco. Con quest'ultimo può essere confuso perché in origine si presenta con le stesse caratteristiche di irregolarità e colore ma quando giunge a maturazione diventa più scuro ed è meglio riconoscibile. La gleba passa da una colorazione chiara durante la crescita per scurirsi a maturazione avvenuta. L'odore è la caratteristica che lo differenzia maggiormente dal tartufo bianco perché è aglioso e nauseante.
Cresce in terreni di tipo calcareo, spesso nei boschi di latifoglie e conifere. Il periodo di raccolta è da Gennaio a Marzo.  

Tartufo nero invernale, nome scientifico TUBER BRUMALE VITT. Può essere confuso con il tartufo nero pregiato perché condivide lo stesso habitat e lo stesso tipo di piante simbionti. La superficie si presenta verrucosa e di colore nero brunastro. La gleba è solita scurirsi mettendo così in risalto le venature bianche. Profuma di noce moscata e cresce in inverno sotto le latifoglie in climi temperati. I suo valore commerciale è circa la metà di quello del tartufo nero pregiato.

Tartufo estivo o scorzone, nome scientifico TUBER AESTIVUM VITT. Può raggiungere dimensioni notevoli ed è molto simile al tartufo nero pregiato. Il peridio si presenta con verruche piramidali di colore bruno. L'odore è aromatico ed intenso. Si distingue dal nero perché la gleba non scurisce con la maturazione ma assume una colorazione giallo scura. Cresce in terreni sia sabbiosi che argillosi nei boschi di latifoglie; a volte lo si può trovare anche nelle pinete. E' molto apprezzato e viene utilizzato per la produzione di insaccati e salse. Il periodo di raccolta é da Maggio a Dicembre.

SaporiDiLanga.com Vi consiglia, se ne avete l'opportunità, di degustare questo meraviglioso prodotto nel suo territorio di origine, qui, in Piemonte, nelle Langhe. Il tartufo si abbina perfettamente con ogni sapore, sia esso tenue e vellutato oppure forte e corposo. La Langa ci regala numerosi vini ideali per accompagnarne il gusto ed il paesaggio quasi fiabesco che lo accoglie sa impreziosire le sensazioni olfattive e gustative con quelle visive regalando, a chi ha la fortuna di visitarla, sensazioni così intense da non potersi descrivere.
A questo punto riesce inevitabile e scontato il nostro invito a venirci a visitare, la Langa Vi saprà accogliere in ogni periodo dell'anno. Siate liberi di contattarci per ogni consiglio su questa magica terra. 

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