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Romano Levi
(1928-      )
Grappaiolo Angelico

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Nel cuore delle Langhe, a poca strada da Alba, si giunge nelle terre del Barbaresco e del Moscato; in questa zona si trova il comune di Neive sovrastato dall’antica torre dell’ormai distrutto castello medievale e dal borgo antico. Arrivando dalla parte bassa del comune e seguendo la strada principale che lo attraversa potrà capitare di imbattersi in una vecchia casa con giardino delimitato dall’altrettanto antica cancellata. Qui vive e distilla la sua angelica grappa Romano Levi, personaggio schivo e introverso ma di grande estro creativo. A testimonianza di tale “selvaticità” non troverete nulla scritto sul suo campanello e nemmeno un’insegna che indichi la presenza della sua distilleria, il suo laboratorio viene scoperto e visitato solo da chi già conosce  la sua storia di artista distillatore e vuole per questo incontrarlo... questo per dire che è assolutamente impossibile capitare in questa bottega per caso.
Nel cortile della sua casa passeggiano nervosi turisti e collezionisti di ogni nazionalità Europea e non, nella speranza che sia il giorno buono per mettere le mani su l’una o l’altra etichetta disegnate di pugno da Levi; spesse volte la sorte non sorride a questi cultori della grappa che saranno costretti a tornare a Neive in un’altra occasione per accaparrarsi l’oggetto del loro desiderio.
Vista la produzione molto limitata come detto spesse volte non riuscirete a portare a casa la grappa dell’angelico Levi ma non vi sarà mai negata una calda ospitalità, una visita completa alla distilleria con tanto di spiegazioni fornite direttamente dai suoi due validi aiutanti e una degustazione della sua grappa a disposizione di chiunque passi per lo stabilimento.
La storia della distilleria Levi è tanto semplice quanto affascinante: ebbe inizio quando Levi Serafino la fondò in Neive nel 1925, ma il destino  purtroppo lo fece mancare molto presto, già nel 1933 lasciando la moglie e due figli, Lidia e Romano (che ai tempi aveva solo 5 anni). La moglie di  Serafino decise coraggiosamente di continuare l’attività del marito che  passò nel 1945 nelle mani del figlio appena diciassettenne. Come lo stesso Romano dichiara in un'intervista : "...Poi è andata bene che la mia mamma la distilleria l’ha tenuta e non l’ha venduta; e nel ’45 sono rimasto io solo con mia sorella Lidia. Cosa fare, altri lavori? Non sapevo di preciso. Qui c’era la distilleria, bisognava distillare. Ma se c’era la parte bella: il fuoco, la brace, la vinaccia che arrivava, quella roba lì dal colore allegro, altra cosa era fare la grappa. Per fortuna, sbagliando si impara. Comunque trattandosi di qualcosa che si fa per ripetizione, parliamo di qualcosa che vive, la variazione si presenta di continuo. Infatti il contenuto di ogni bottiglia non è uguale a quello di una bottiglia venuta dopo. Ogni bottiglia è un individuo irripetibile, com’è individuo a sé chi la prepara: quella che sta vicino al legno e quella che gli sta meno vicino, dentro alla botte...e tutto un lavoro così...". Continuò così la strada intrapresa dai genitori in maniera egregia e tuttora la sua grappa sgorga dall’alambicco nel periodo che va da Settembre ad Aprile di ogni anno. Nei primi anni sessanta volle però differenziare la sua produzione da quelle dei concorrenti personalizzando le bottiglie ad una ad una con etichette da lui disegnate o dedicate con poesie da vero artista di vita .Le prime bottiglie con etichette manoscritte risalgono al 1963, da allora questa sua particolare scelta lo ha portato nel tempo ad avere la fama e stima di eccentrico artista quale è, prova ne è il soprannome affibbiatogli da Veronelli: “Il Grappaiolo Angelico".
Ad oggi queste etichette sono ricercate e collezionate in tutto il mondo, in particolare le più pregiate sono quelle che riportano l'allegoria della "donna selvatica".
Questa grappa per volere di Romano Levi è prodotta con il metodo antico, con il fuoco diretto sulla caldaia di rame all’interno della quale si trovano vinacce ed acqua. Tutta l’attrezzatura per la produzione è quella originale di inizio secolo con solo pochi indispensabili ammodernamenti. Altra particolarità della produzione è il solo utilizzo di vinacce esauste dell'annata precedente seccate e pressate per fare fuoco sotto la caldaia di rame nelle distillazioni dell'anno successivo.
Tutto profuma di storia e di poesia in questa “fabbrica” di altri tempi, impossibile venire in Langa e non dedicare almeno una visita ad un personaggio tanto speciale. Ogni altra curiosità su questo eccentrico personaggio la scoprirete da soli visitandolo direttamente a Neive dove potrete vedere e domandare direttamente... "selvaticità permettendo".

Le Grappe di Romano Levi

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