Torna alla homepage English Italiano Deutsche
Acquista online vino, grappa, tartufo e tutti gli altri prodotti tipici delle Langhe

 Cultura > I Protagonisti di Langa > Beppe Fenoglio

Beppe Fenoglio
(1922-1963)
Scrittore e Partigiano di Langa

Beppe (Giuseppe) Fenoglio nasce ad Alba (CN) il 1° marzo 1922 da Amilcare e Margherita Faccenda.
La madre, nativa di Canale, è una donna attiva, intraprendente, religiosa. Con il figlio avrà sempre un rapporto diretto ed esplicito, di confronto e spesso anche di contrasto. Il padre, nativo di Monforte, di orientamento laico e vagamente socialista, costituirà per Beppe un legame affettivo di grande impatto sui temi e sui luoghi della futura produzione letteraria.
Amilcare, sceso ad Alba dalla collina in cerca di fortuna, lavora in un primo tempo come garzone di macelleria ; qualche anno dopo (1928) giungerà a gestire l'attività in proprio, al pian terreno dell'edificio di Piazza Rossetti I. L'intera famiglia si trasferirà al piano superiore dello stesso stabile e vi resterà fino al 1957. Qui Beppe, a pochi passi dalla cattedrale, affacciata alla piazza del mercato , comporrà buona parte della sua opera.
Le condizioni della famiglia sono discrete , tanto da permettere l'acquisto di una Fiat 509 con la quale intraprendere con i bambini brevi viaggi sulle Langhe.
I
l piccolo Beppe, più vecchio di un anno del fratello Walter e di undici della sorella Marisa, frequenta in quattro anni le cinque classi elementari (saltando l'ultima) alla Michele Coppino; silenzioso, riflessivo, si mostra appassionato alla lettura: nonostante le ristrettezze economiche la madre lo iscrive al ginnasio Giuseppe Govone di Alba (1933).
Sono anni di importanti esperienze personali e culturali per il futuro scrittore : in seconda ginnasio intraprende lo studio della lingua inglese, una scintilla che accenderà in lui una non mai estinta passione per il mondo anglosassone, un universo di ideali e positive certezze, di sensibilità e raffinatezza, contrapposte allo squallore ed alla mediocrità della cultura fascista allora imperante. Si dedica assiduamente alla lettura di libri presi in prestito dalla biblioteca della scuola e alla traduzione degli autori amati : a tal punto giungerà la familiarità con la lingua inglese da portarlo a concepire nell'idioma anglosassone i suoi pensieri, per poi tradurli in italiano sulla carta.
Non meno influenti sulla futura produzione letteraria si riveleranno le vacanze estive trascorse a San Benedetto Belbo (1933 -1934) e a Murazzano (1935 - 1937) , presso parenti paterni . Questi luoghi e questa gente ispireranno allo scrittore innumerevoli racconti di argomento contadino e un romanzo breve, La malora, ritratto dell'asprezza di un paesaggio - l'Alta Langa intorno a San Benedetto - luogo di vicende umane ancor più rudi e crude.
A
l Liceo classico Fenoglio incontra insegnanti d'eccezione : in prima don Natale Bussi - rettore del seminario - per la filosofia; in terza Leonardo Cocito per l'italiano e Pietro Chiodi - studioso di Kierkegaard e Heidegger- per la storia e la filosofia ( Cocito sarebbe stata impiccato dai tedeschi come partigiano comunista il 7 Settembre 1944 ).
Di aspetto non gradevolissimo, ma dal fisico atletico e slanciato il giovane Beppe ama ogni tipo di sport : pallacanestro, calcio, tennis e pallone elastico, spesso praticato allo sferisterio Mermet. La sua cultura unita alla vena romantica non mancano di esercitare un certo fascino sulle coetanee : da una di queste trarrà la figura di Fulvia, adolescente capricciosa e intrigante, bramosa di una vita non comune , al centro della "quesione privata" che agita il protagonista dell'omonimo romanzo.
Nel 1940 Fenoglio si iscrive alla Facoltà di lettere a Torino : frequenta con scarso interesse ; in due anni sostiene otto esami con risultati non brillantissimi.
Nel gennaio 1943 è chiamato alle armi : frequenta il corso Allievi Ufficiali prima a Ceva ("Moana" in Primavera di bellezza) poi a Pietralata nei pressi di Roma. Dopo il proclama di Badoglio dell'otto settembre rientra avventurosamente a casa : in dicembre partecipa insieme al fratello Walter all'assalto alla caserma dei carabinieri per liberare i padri dei giovani renitenti ai bandi di reclutamento fascisti ; in seguito a questi fatti il padre Amilcare viene incarcerato e poi rilasciato.
Nel gennaio '44 Beppe si unisce al distaccamento della Brigata Garibaldi guidato dal tenente Rosi , "Il Biondo", operante nella zona fra Murazzano e Monbarcaro. La sfortunata battaglia di Carrù e il successivo , massiccio rastrellamento costringono Fenoglio a rientrare in famiglia, dove ritrova anche il fratello, che, presentatosi al distretto di Mondovì al tempo dell'arresto del padre, era stato trasferito ad Alessandria, dove aveva infine disertato.
In seguito ad una spiata l'intera famiglia viene arrestata : le donne sono presto liberate , gli uomini sono riscattati mediante uno scambio di prigionieri grazie alla mediazione di mons. Grassi , vescovo di Alba.
In settembre Beppe e Walter riprendono la strada della collina, unendosi alle Formazioni Autonome Militari (I e II Divisione Langhe) di Enrico Martini "Mauri" ("Comandante Lampus") e Piero Balbo ("Comandante Nord") : fanno parte del presidio di Mango capitanato da Piero Ghiacci, "Cosmo" in Appunti partigiani 1944-1945 , "Pierre" ne Il partigiano Johnny.
Il 10 ottobre 1944 il futuro scrittore partecipa alla liberazione di Alba : il due novembre la città ricade in mano ai fascisti e due settimane dopo (18 novembre) scatta il terribile rastrellamento di tre giorni fra Alba - Neive - Mango: Castino, sede del Comando di Brigata, viene sottoposta a cannoneggiamento. Le forze partigiane, facendo seguito anche al proclama del generale Alexander, si disperdono, dandosi appuntamento per il 31 gennaio 1945 : ma Fenoglio, con grande pertinacia, non lascia le colline, e trascorre un terribile inverno di solitudine a Cascina della Langa.
A febbraio la battaglia di Valdivilla segna l'ultima, terribile vittoria delle forze fasciste ormai al collasso: durante lo scontro cade Giovanni (Pinin) Balbo, padre di Nord. Dario Scaglione (nome di battaglia : Tarzan) e Settimo Burello (nome di battaglia : Set) vengono catturati e in seguito fucilati.
Nei mesi successivi Fenoglio opera come ufficiale di collegamento con le missioni alleate nel Monferrato, nel Vercellese e nella Lomellina.
Il 19 aprile partecipa alla battaglia di Montemagno.
A guerra finita non si presenta agevole il reinserimento nella vita civile; Fenoglio, nonostante la fiera opposizione della madre, rinuncia alla prosecuzione degli studi, "la laurea me la porteranno a casa, e sarà il mio primo libro pubblicato".
Nel periodo 45-46 si dedica alla stesura degli Appunti Partigiani 1944-1945, forse sulla traccia di veri e propri appunti redatti durante la lotta partigiana. Il materiale narrativo qui esposto in prima persona con un linguaggio piano e non ricercato, verrà largamente ripreso e riccamente elaborato in buona parte delle successive opere di argomento partigiano.
Nel maggio '47 Fenoglio viene assunto - in virtù della sua conoscenza dell'inglese e del francese - in una ditta di commercio di prodotti vinicoli: di giorno lavora in ufficio; di notte, nella sua stanza di Piazza Rossetti I, si dedica all'attività di scrittore : il ticchettare della macchina da scrivere e il fumo dell'"eterna" sigaretta sono per i famigliari gli unici segni tangibili della sua presenza fra le mura domestiche.
Per la metà del 1949 sono pronti i primi sei Racconti della guerra civile : I ventitre giorni della città di Alba, L'andata, Il trucco, Nella valle di San Benedetto, Gli inizi del partigiano Raoul, Un altro muro.
In seguito ad un accordo con Bompiani Fenoglio ottiene pubblicato Il trucco sul bollettino editoriale Pesci rossi: le pubblicazioni, che avrebbero dovuto coprire tutto l'arco delle narrazioni brevi si interrompono però all'esordio e nel giugno del '50 è ad Einaudi che lo scrittore presenta - oltre ad i racconti - anche il romanzo breve La paga del sabato.
Attraverso la casa editrice torinese Fenoglio verrà in contatto con i maggiori scrittori di quegli anni : Italo Calvino (del quale diverrà sinceramente amico), Elio Vittorini (col quale invece rapporti non andranno al di là della formalità professionale), Natalia Ginzburg e Cesare Pavese, il quale, almeno pare, di persona incontrò Fenoglio ad Alba, nei giardini antistanti la stazione ferroviaria, nell'agosto del '50, poco prima della tragica fine.
La paga del sabato, apprezzata ma non esaltata da Calvino, viene sostanzialmente bocciata da Vittorini, e trova il suo consenso nemmeno dopo la revisione apportata dall'autore. Maggiore apprezzamento riscuotono invece i racconti.
In seguito ad alterne vicende e prolungate trattative Fenoglio mette da parte il romanzo breve, traendone comunque due nuovi racconti: Ettore va al lavoro e Nove lune. Altri titoli vengono aggiunti: Pioggia e la sposa, (probabilmente il primo racconto di argomento langhigiano che lo scrittore diede alla luce), L'acqua verde, Quell'antica ragazza, L'odore della morte. Nella valle di San Benedetto (la prima narrazione breve di Fenoglio in assoluto ?), stilisticamente disomogeneo dagli altri racconti, viene invece espunto per espressa richiesta dell'autore. Soltanto nel giugno del '52 I racconti della guerra civile, poi diventati Racconti barbari, vengono infine pubblicati col titolo, invero poco gradito all'autore, I ventitre giorni della città di Alba.
Già nella seconda metà del '51, quando ancora la complessa vicenda editoriale dei racconti era in atto, Fenoglio si dedicava alla stesura di un romanzo di materia contadina, naturale discendenza del nucleo "langhigiano" delle narrazioni brevi : La malora. L'autore mette in campo una efficace rappresentazione di tutto un mondo, tutta una società, adottando un linguaggio sperimentale, fortemente espressivo, che mantiene tutta la ricchezza e l'immediatezza del dialetto. Questa sua scelta linguistica non manca di suscitare aspre critiche; addirittura, quando il romanzo viene pubblicato presso Einaudi nell' agosto '54, lo stesso Vittorini, nel risvolto di copertina, antepone una nota polemica, in cui "avverte" Fenoglio del pericolo del ritorno ad un naturalismo provinciale di stampo ottocentesco. Le critiche non possono che urtare Fenoglio, il quale, anche sulla scorta delle vicende editoriali de La paga del sabato, giunge addirittura a dubitare delle sue doti di romanziere.
Durante una pausa nella composizione de La malora, dovuta forse ad un momento di scoraggiamento, Fenoglio compone il racconto La sposa bambina, poi incluso nella raccolta postuma Un giorno di fuoco, dal titolo dell'omonimo racconto già pubblicato sulla rivista Paragone nell'ottobre '55. Di poco posteriore è la composizione de La novella dell'apprendista esattore (pubblicato per la prima volta nel '60, e poi anch'essa nella raccolta postuma del '63)
Sempre a questi anni sembra appartenere inoltre il progetto di una serie di episodi dal titolo complessivo Il paese, di cui rimangono soltanto quattro capitoli, di cui uno coincide col racconto Il podestà. Altri racconti arricchiscono quel filone langhigiano all'autore tanto congeniale : L'esattore , L'affare dell'anima, Il gorgo.
Nel contempo Fenoglio continua a dedicarsi alle traduzioni dall'inglese, un'attività che sino ad allora aveva condotto per personale diletto, ma che finalmente nel '55 porta alla pubblicazione in rivista della versione italiana de La ballata del vecchio marinaio, di S.T. Coleridge. Il costante interesse per le traduzioni - ed in generale per la letteratura europea - contrasta con quel ritratto di provinciale, di "isolato", di scrittore un pò grezzo e naif che volutamente Vittorini ne aveva dato in occasione della pubblicazione de I ventitre giorni e de La malora.
All'inizio del '56 Fenoglio aveva proposto a Calvino la raccolta in volume di alcuni racconti di tema langhigiano : l'autore stesso però - nonostante le sollecitazioni dell'editore - poco dopo mise da parte questo progetto, profondendo tutte le sue energie nella stesura di un "libro grosso", di argomento partigiano, che avrebbe dovuto abbracciare il quinquennio 1940-1945. Lasciando da parte le complesse discussioni sulla datazione del primo nucleo di quest'opera, che alcuni studiosi fanno risalire addirittura all'immediato dopoguerra, è accertato che il 20 giugno '57 Fenoglio presenta il suo romanzo a Livio Garzanti (interrompendo quindi, non senza qualche imbarazzo, il lungo rapporto con Einaudi). L'editore milanese accetta di pubblicare il testo, richiedendone tuttavia una revisione, nel corso della quale Fenoglio decide di scindere il lungo romanzo in due parti : la prima che avrebbe narrato le vicende fino all'autunno '43, l'altra che avrebbe proseguito sino alla vittoria finale della primavera '45. Senonché, dopo aver inviato all'editore il primo volume, Fenoglio muta ancora i suoi progetti: anziché inviare la seconda parte della storia presenta una nuova redazione del romanzo in cui l'intera vicenda viene limitata all'arco di pochi mesi a cavallo del settembre '43, trovando conclusione nella morte del protagonista poco dopo l'ingresso nelle prime formazioni partigiane. Così nell'aprile del '59 viene pubblicata presso Garzanti Primavera di bellezza : un'opera di molto ridimensionata rispetto all'iniziale progetto dell'autore, un'opera che non rende appieno giustizia ai grandi sforzi profusi: l'affrettata conclusione del romanzo si può spiegare in parte con l'ansia dell'autore di "liberare il campo resistenziale" per "istituire il personaggio del partigiano Milton", "un'altra faccia, più dura, del sentimentale e dello snob Johnny" (lettera a Garzanti del 10 marzo '59).
Tuttavia quasi un anno dopo il nuovo romanzo sul partigiano Milton, sollecitato anche da Garzanti, non è ancora pronto. Anzi Fenoglio decide di abbandonare completamente i ventidue capitoli già scritti (i Frammenti di romanzo, pubblicati postumi per la prima volta nel '63, in rivista) per dedicarsi alla composizione di una nuova storia - protagonista sempre Milton - in cui la rievocazione storica fine a se stessa viene messa da parte per lasciar spazio ad una vicenda individuale dal sapore più spiccatamente romanzesco. Nonostante il grande l'entusiasmo mostrato verso di essa da Fenoglio, neanche questa nuova opera era destinata al compimento: dopo la stesura di ben tre redazioni (tutte incomplete) l'autore cessa di lavorare al romanzo (poi uscito col titolo postumo Una questione privata), tornando a dedicarsi al non nuovo progetto di una raccolta di racconti langhigiani da pubblicarsi presso Einaudi.
Nel marzo del '60 lo scrittore sposa con rito civile Luciana Bombardi, albese, conosciuta già nell'immediato dopoguerra (nel gennaio '62 verrà alla luce la figlia Margherita, cui Beppe dedicherà La favola del nonno e Il bambino che rubò uno scudo).
Nell'ottobre del '61 Fenoglio invia alla Einaudi un gruppo di sei Racconti del parentado (riservandosi di aggiungerne altri in seguito): Un giorno di fuoco, La sposa bambina, Ma il mio amore è Paco, Superino, Pioggia e la sposa, La novella dell'apprendista esattore); ma all'inizio del '62 la pubblicazione - ormai imminente - viene bloccata dalla Garzanti, cui Fenoglio era legato sino al 1964 da una clausola del contratto per Primavera di bellezza. Lo scrittore continua tuttavia a dedicarsi al progetto di estensione de i Racconti del parentado, intendendo anche narrare le vicissitudini degli antenati dei Fenoglio al tempo della prima guerra mondiale. Gli sforzi dell'autore producono tutta una serie di materiali narrativi (successivamente inclusi nel volume postumo Un Fenoglio alla prima guerra mondiale) destinati a rimanere per la gran parte incompiuti, anche a causa del sopraggiungere di problemi di salute.
Nel giugno '62 esce su Paragone Ma il mio amore è paco, grazie al quale Fenoglio vince il premio Alpi Apuane, che di persona si reca a ritirare. I primi sintomi della malattia lo costringono però ad abbandonare la Versilia: tornato a casa gli viene diagnosticata una forma di tubercolosi, per curare la quale si affida all'aria salubre dell'Alta Langa di Bossolasco, località nella quale trascorre il mese di settembre e parte del mese di ottobre.. Qui, all'Albergo Bellavista, Fenoglio si dedica alla lettura, alla scrittura, alle conversazioni con amici che salgono da Alba a fargli visita.
Purtroppo, però, il male ai bronchi si rivela di una natura ben più grave di quanto si era pensato in un primo tempo. Beppe viene ricoverato prima a Bra, poi alle Molinette di Torino, dove gli viene diagnosticato un cancro. Vive gli ultimi penosissimi giorni in preda a violente crisi di soffocamento, circondato dai parenti e dagli amici più cari . Tracheotomizzato, scrive su alcuni foglietti le ultime volontà e le sue ultime commoventi manifestazioni d'affetto per la figlia Margherita.
Muore nella notte del 18 febbraio 1963, a quarantun'anni non ancora compiuti. In ossequio al volere dello scrittore la cerimonia funebre, cui partecipa anche Calvino, è semplice e sobria.

Tutti i diritti riservati - per informazioni info@saporidilanga.com